Rassegna storica del Risorgimento
ITALIA STORIA COSTITUZIONALE 1876-1919
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1971
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Carlo Ghisalberli
gimento e nel post-risorgimento. Finché, però, fu al governo la Destra tale prassi si manifestò in linea di massima nei limiti dell'onestà, della correttezza e della discrezione, per la capacità, lo stile ed il carattere della classe politica particolarmente omogenea allora al potere.1J Ma, con l'avvento della Sinistra, dal Trasformismo in poi, il sistema ebbe a mutare ed un parlamentarismo inefficiente e scadente parve iniziare il deterioramento delle istituzioni statutarie.
È chiaro che a questo punto il discorso doveva porsi necessariamente in termini di verifica degli aspetti essenziali del tipo di Stato che era venuto alla ribalta della storia e del tipo di costituzione che questo si era data. Stato e costituzione apparivano l'uno e l'altra alterati rispetto ai modelli pensati durante il Risorgimento né, peraltro, efficienza e funzionalità sembravano essere le qualità eminenti delle loro realizzazioni storiche. Si ritornava perciò quasi nel momento stesso in cui lo Stato unitario affrontava le prime crisi e rivelava profonde trasformazioni nelle sue strutture essenziali, a dibattere intensamente intorno alle finalità ed ai compiti dello Stato, alla natura dei rapporti tra governo e parlamento, alla degenerazione parlamentaristica che degradava il legislativo. Ed erano prevalentemente gli nomini provenienti dalle -file della vecchia Destra, quei moderati che rappresentavano quasi la coscienza dello Stato liberale, a porre per primi in termini coerenti e logici i temi di fondo delle istituzioni politiche. Non era nuovo nella tradizione moderata un discorso del genere che la custodia gelosa della libertà statutaria appariva una delle sue caratteristiche eminenti, e, dalla concezione dello statuto in poi, la teoria della monarchia rappresentativa si era sviluppata ad opera di pubblicisti provenienti da quelle file. Personaggi del livello di un Melegari e di un Boncompagni2* avevano delineato sul piano teorico e dottrinale il nuovo diritto costituzionale descrivendo il primo le istituzioni politiche al lume dell'esperienza fatta nell'età cavouriana, il secondo traendo dalla realtà statutaria i principi fondamentali dell'ordinamento giuridico dello Stato liberale e nazio-
i) Sulla concezione che i moderati piemontesi ebbero dei rapporti tra corona, legislativo ed esecutivo nel trapasso dal regime costituzionale a quello parlamentare, cfr. C. GHISAI.WEKTI, // sistema rappresentativo nella pubblicistica cit., p. 21.
3) C. BONCOMPAGNI, Corso di diritto costituzionale: teoria generale. Lezioni, Torino, 1867. Sulla dottrina costituzionale italiana dell'Ottocento, la storia della quale è tolta da scrivere, sono da vedere gli accenni di C. A, Biccrm, Diritto costituzionale 1839-1939, in Un secolo di progresso scientifico, Roma, 1939; A. GIANNINI, Gli studi di diritto costituzionale In Italia (1848-19411), in Rassegna di diritto pubblico, 1949, 1, pp. 79 sgg. M. GALIZIA, Profili storici delta scienza del diritto costituzionale, in Archivio giuridico, 1963; M. GALIZIA, Diritto costituzionale: profili storici, in Enciclopedia del diritto, voi. XII, pp. 862 sgg.