Rassegna storica del Risorgimento

ITALIA STORIA COSTITUZIONALE 1876-1919
anno <1971>   pagina <520>
immagine non disponibile

520
Carlo Ghisalbertl
dà Spaventa, di Minghetti e degli altri che polemizzarono contro la dege­nerazione del sistema seguita al Trasformismo? *K Può darsi. Ma, soprat­tutto, richiamo al senso dello Stato, richiamo al senso del diritto, rievoca­zione del valore della costituzione formale ad una classe politica e, quindi, ad una nazione che pareva li stesse smarrendo nella realtà di una prassi quotidiana priva ormai di tensioni ideali, mentre nuove forze entravano nella vita pubblica iniziando, con intenti in questo sicuramente illiberali, perché eversivi, un tipo di contestazione contro lo stesso processo storico che aveva visto la formazione di quell'ordinamento unitario, destinato in ogni caso ad essere la base per l'avanzamento civile e sociale.
Ma a questo punto ci si può domandare se appaia lecita I?pertura di una sorta di processo al modo in cui si erano venute svolgendo le istituzioni politiche risorgimentali, processo suffragato da ima rilettura in chiave contestativa di certe testimonianze dell'epoca traenti la loro moti­vazione più da generiche aspirazioni protestatarie e da stati d'animo sovente di contenuto incerto e fumoso, che da una solida consapevolezza critico-costruttiva. Se sia possibile, cioè, la formazione di una sorta di antistoria politica e costituzionale dell'Italia liberale fondata questa volta sull'analisi del palese contrasto tra i principi e la realtà. La risposta è evidentemente negativa sia perché, pur considerando entro il limite della loro scarsa diffu­sione e, quindi, della loro estremamente relativa efficacia, le testimonianze del dissenso dallo Stato liberale, appare sempre più. consistente e costrut­tiva l'opinione espressa da coloro che, in quel momento storico, operavano per la sua riforma e per di suo miglioramento; sia, inoltre, perché accet­tando un tipo di interpretazione contestativa dello sviluppo e del modo di essere dello Stato liberale, che ne rinnegasse cioè del tutto l'essenza ed i principi, si finirebbe per cadere in una posizione antistorica: quella tipica di certi schemi storiografici ricorrenti tra coloro che rimproverano agli uomini di cento anni fa di non avere agito sulla base di un ipotetico senno del poi, schemi che, nella concreta fattispecie, assumono il sapore di con­danna di un'intera classe dirigente colpevole di non aver voluto procedere alla propria autodistruzione ideologica e politica, comportandosi in modo contrario agli interessi della borghesia, tradizionalmente moderata, che l'esprimeva. Bisogna, invece, scartando certi ingigantimenti storiografici po­steriori tratti dalla protesta contro lo Stato liberale nato dal Risorgimento ed evitando certe grossolane interpretazioni tardive fondate sulla visione di
X) Sullo crisi politica ed ideologica accompagnatasi all'ascosa della Sinistra al potere, ctr. R. Qs MAVTEI, // problema della democrazia dopo l'Unità Roma, 1934; R. DE MATTEI, Dal trasformismo al socialismo, Firenze, 1941 ; 6. PERTICONE, Pariamoti' turismo e unii parlamentarismo nel postriaorgtmento, in Nuove Questioni di storia del Risorgimento e dell'Unità d'Italia, Milano, 1961, voi. IT, pp. 621 sgg.