Rassegna storica del Risorgimento

ITALIA STORIA COSTITUZIONALE 1876-1919
anno <1971>   pagina <521>
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Per una storia costituzionale
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una permanente contrapposizione di una società italiana -all'ordinamento ed alle istituzioni che aveva espresso e che la governavano, in modo certo non sempre apprezzabile, cercare di vedere in qua! modo ai è attuato il pro­cesso di allargamento della base popolare di tale ordinamento e di tali istitu­zioni ed Attraverso quali passaggi lo statuto, cioè la costituzione formale, si è adeguato alla realtà di una nazione cresciuta più rapidamente delle sue strutture politiche.
Grosso problema che necessariamente riporta al centro di interesse maggiore, al dibattito, cioè, intorno al tema dello Stato e della costituzione svolto dal liberalismo moderato fin dagli inizi del suo ruolo come classe dirigente, ben consapevole dell'avvenire di allargamento della base politica al quale lo Stato sarebbe andato incontro e, al tempo stesso, cosciente della necessità di trasformare la costituzione, originariamente per forza di cose oligarchica, in tendenzialmente democratica, usando della sua flessi­bilità. Che al di là delle polemiche sulla funzionalità e sulle degenerazioni del sistema parlamentare, una fondamentale linea di tendenza della nostra storia costituzionale è stata quella del progressivo allargamento del quadro politico del paese in modo tale da garantire nel tempo a categorie sempre più vaste di cittadini l'esercizio dei diritti politaci, dn conformità del modo di pensare di tutta un'epoca.*) E, quindi, nella cultura politica come nella dottrina giuridica si rifletteva largamente questo fenomeno come coscienza di un problema fondamentale per l'esistenza stessa del regime statutario, ma, al tempo stesso come consapevolezza delle vaste implicazioni di ordine non soltanto istituzionale che ogni allargamento del suffragio elettorale ed ogni eventuale tentativo dì modifica del sistema di scelta della rappresen­tanza politica, con la conseguente più vasta partecipazione alla vita pub­blica, veniva a costituire. Non a caso, infatti, in pieno trasformismo, quello stesso Sonnino che troppo spesso viene condannato come l'esponente più qualificato di un pensiero politico reazionario, denunciava nella ristret­tezza del suffragio elettorale la causa dello squilibrio istituzionale che tra­vagliava il paese, assente nella quasi totalità delle decisioni politiche che investivano il suo destino.2* E non a caso altri, nello stesso tempo, conte-
i) Si pensi, ad es., che D. CASOTTI, Dei prìncipi del governo Ubero, Torino, 1852, op-, 221'222, formulando un ideale collegamento tra sviluppo culturale e partecipa* srione politica, e superando la normativa vigente al suo tempo, prevedeva l'avvenire per il suffragio universale, mentre P. PEVEIUSIÌM, Commenti intorno alio Statuto del Re­gno di Sardegna, Torino, 1849, p. 88, aveva ritenuto perfettamente logico che col progredire ed estenderai dei mezzi intellettuali e materiali, non che delFoducaxione politica, una massa più svariata di interessi viene ad acquistare forza ed influenza sul* l'opinione ed a domandare la tua partecipazione nella parte elettiva e variabile del potere politico .
2) Atti Parlamentari, Camera dei Deputati, tornata del 30 marzo 1881. Il tema ari ricorrente nel pensiero di Sonnino ; efr. G. SALVEMINI, Un'intervista coll'on. Son-