Rassegna storica del Risorgimento

ITALIA STORIA COSTITUZIONALE 1876-1919
anno <1971>   pagina <525>
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Per una storia tostìtmionale 525
arsi per l'empiria politica di Giovanni Gioliti! l'antica aspirazione del liberalismo risorgimentale: quella di un'apertura verso le classi inferiori che, con la concessione del suffragio universale, avrebbe dato un più vasto consenso al regime parlamentare del nuovo Stato.1J Ài paese che giungeva in notevole progresso economico e sociale a questo storico evento, faceva riscontro, invece, l'immobilità sostanziale del sistema giuridico-costituzio-nale. Le istituzioni pubbliche non avevano subilo quell'opera di adegua­mento alla realtà dell'Italia in -trasformazione che avrebbe potuto raffor­zarle e consolidarle nella coscienza comune, e gli atteggiamenti essenziali dei pubblici poteri, troppo spesso confusi con danno nell'espletamento delle loro rispettive funzioni, erano rimasti quelli tipici del passato: non si era verificato alcun, mutamento del comportamento dell'esecutivo, né si era compiuta la sperata differenziazione nei reciproci rapporti tra i tre poteri essenziali dello Stato. La fuga verso l'astrazione della pubblicistica com­pletamente ignara dei pericoli reali che avrebbero da li a poco compro­messo l'ordinamento, l'assenza correlativa di quella seria indagine sull'inci­denza concreta del sistema elettorale nella formazione e nel ricambio della classe politica e, quindi, sull'effettiva rappresentatività della Camera dei deputati, premessa ad ogni serio discorso sulla funzionalità del sistema, complicavano vieppiù la situazione. Erano, infatti, venuti meno al loro compito quei giuristi e quei pubblicisti che se fossero restati legati alla tradizione del costituzionalismo liberale avrebbero potuto suggerire validi rimedi, elaborare alternative vitali sul piano pragmatico, tal! da restituire funzionalità al sistema, se ricondotto ad operare sulla base dei principi fondamentali del costituzionalismo liberale. In queste condizioni è facile imputare solo a Giolitti la responsabilità della perdurante prassi parlamen-taristica dominante la scena italiana durante gli anni del suo potere. Perché se è vero che egli governava il paese usando la stessa tecnica di manipolazione delle maggioranze presenti nelle assemblee introdotta sia pure discretamente da Cavour dopo il connubio e sperimentata da Depretis in poi con estrema spregiudicatezza, è altresì vero che egli non aveva in realtà valide alternative. ~* Per oltre mezzo secolo Io Statulo era stato inter­pretato solo apparentemente a vantaggio del Parlamento contro il pericolo di ritorni dinaslico-autoritari, ma sostanzialmente a beneficio dell'esecutivo che, espresso dalla Camera elettiva, in realtà finiva spesso per controllarla
1) Dati statistici sulla partecipazione politica e sugli aventi il diritto di voto nel­l'Italia liberale postrìBorgìmentale, nell'attento stadio di G. GALLI, II bipartitismo im­perfetto, Bologna, 1966, p. 105.
2) Larga testimonianza delle ritiene formulate dall'Ambiente liberale maggior-mente legato alla tradizione risorgimentale appare dalle lettere di Luigi Al berti ni; nfr quindi, l'introduzione di 0. lUiuìc a L. AUIEIITINI. Epistolario, 1911-1926, Milano, 1969, voi. t, pp. XVII sgg.