Rassegna storica del Risorgimento

ITALIA STORIA COSTITUZIONALE 1876-1919
anno <1971>   pagina <526>
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Carlo Ghisalberti
nell'operato e per condizionarla ampiamente nel momento elettorale. La totale separazione dei poteri, solo rimedio a questo inconveniente non si era realizzata per la profonda influenza che, sul piano delle istituzioni poli­tiche, la Francia dalla rivoluzione -in poi aveva esercitato sull'Italia e. quando alla fine del secolo qualcuno aveva contrastato la tendenza preva­lente, la pesante accusa di conservatorismo aveva colpito chi aveva osato proporre l'alternativa, preferendo d fautori di un'astratta ortodossia parla­mentare culi arsi nel sogno illusorio di una fantomatica subordinazione del legislativo all'esecutivo, risolta invece nell'assoluta prevalenza del secondo sul primo anche per l'uso o l'abuso dei mezzi di pressione e di corruzione di cui era dotato, o vagheggiare ipotetici sistemi di controllo e di ispezione delle assemblee su ogni altro ramo delle istituzioni pubbliche che, invece, nella dinamica concreta del loro funzionamento, tendevano ad accrescere a dismisura l'influenza del governo per la totale soggezione di quelle al potere, eludendo ned fatti ogni velleitaria vigilanza. Con l'inunissione delle masse nella vita pubblica realizzata con la concessione del -suffragio univer­sale e con la presenza ormai incombente nell'arengo politico di quelle organizzazioni cattoliche e socialiste, che con il loro comportamento pareva volessero istituzionalizzare drammaticamente la protesta contro lo Stato liberale di tradizione risorgimentale, un'inversione di tendenza diventava sempre più problematica, e, non riuscendo ad integrare nel sistema le nuove opposizioni, a Giolitti non restava che utilizzare il regime con i mezzi che gli offriva: la ricerca delle maggioranze nel parlamento, la ricerca dei suffragi elettorali nel paese. *).
La guerra di Libia mostrò come il Parlamento giolittiano, per accon­tentare la spinta nazionalistica e demagogica al tempo stesso del paese, potesse di fatto essere messo da parte da un esecutivo che ne assumeva da solo l'iniziativa, l'onere della conduzione, la scelta dei mezzi, la responsa­bilità di determinare le vie ed d moda attraverso i quali doveva essere con­clusa. *) Né poteva farsi più il parallelo con i tempi risorgimentali quando si compirono la rivoluzione nazionale e l'unificazione all'insegna dei pieni poteri votati al governo dall'assemblea elettiva. Che, allora, il partito liberal-moderato, ossequiente alla legalità formale, operò rispettando ed esal­tando le istituzioni parlamentari, mentre adesso, per far fronte ella cre­scente passione delle masse ancora diseducate alla libertà, tale rispetto del
1) Sol gioliufonio la letteratura comincia a diventare vastissima: equilibralo sembra il giudizio di G. SPADOLINI, Gioitoti e i cattolici Firenze, I960, pp. 203 e sgg.
3) Al modo in coi Gioii Iti condusse la guerra di Libia accennò reiteratamente nella su polemica Salvemini: si veda, per ee. l'art. A mosca cieca, in G. SALVEMINI, Opere, HI, voi. I, Milano, 1963, pp. 273 e sgg.