Rassegna storica del Risorgimento

ITALIA STORIA COSTITUZIONALE 1876-1919
anno <1971>   pagina <527>
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Per una storia costituzionale
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parlamento corninolo chiaramente a mancare, ed il regime giunse alla vi­gilia della prima guerra mondiale indebolito e minacciato nelle sue fonda­menta. Le forze polìtiche integrate nel sistema avevano solo apparente­mente ottenuto grazie al successo dell'impresa giolittiana maggiore pre­stigio, ma il fondamento strutturale del loro potere, malgrado l'avvenuta concessione del suffragio universale, era ancor più friabile. H condiziona­mento di un'opinione pubblica diseducata, che poteva domani esser spinta al di là dell'alveo 'legalitario dai motivi demagogici più diversi, sulla scia della prassi seguita per l'affare di Tripoli, poteva travolgere le stesse istituzioni, già rese deboli dalla contestazione delle forze illiberali espresse prima dai movimenti socialista e cattolico, poi da quello nazionalista. II giorno della prova fu quello dello scoppio della prima guerra mondiale quando il parlamento dominato dalla maggioranza giolittiana, in via di completo esautoramento. non seppe neanche rispondere al compito primor­diale della mediazione tra governo e paese, 'lasciandosi sommergere dal secondo e concedendo nolente al primo intero l'onere della più grave scelta della nostra storia unitaria. Il governo di Salandra, sulla scia di quella stessa prassi che in realtà, malgrado ogni affermazione contraria, dal tra­sformismo in poi aveva sottovalutato troppo frequentemente il legislativo escludendolo da ogni decisione di rilievo per il destino della nazione, ponendo invece nell'esecutivo il vero centro dell'iniziativa politica, per un complesso di circostanze talune delle quali hanno forse la loro radice prima nel giolittismo fino a quel momento imperante nella vita pubblica. diede all'istituto parlamentare il colpo di grazia, senza, peraltro incontrarvi valide resistenze. A testimoniare la vitalità del legislativo nel paese alla vigilia dell'intervento non restava più nulla di sostanziale: che il parla­mento ora disfatto e vilipeso per la cruda polemica tra neutralisti ed interventisti, tra Salandra e Giolitti, per il modo stesso in cui aveva funzionato nel corso della storia unitaria non aveva mai saputo elevarsi a quel ruolo ed a quel prestigio che avrebbero garantito sopravvivenza alle libere istituzioni. Il paese, spinto ancora una volta dall'incontro tra opinione pubblica ed esecutivo, si trovò cosi in guerra ed il parlamento, votando i pieni poteri al governo dopo le giornate radiose accettava anche di essere formalmente esautorato, nel totale dissolvimento di quella che era slata la grande maggioranza giolittiana, ora evidentemente non più esistente come forza politica. *) Cosi la guerra, giusta nelle sue finalità
*) Persino V. E. ORLANDO, Memorie (191S-19Ì9), a cura di R. MOSCA, Sfilano, 1960, p. 43 esprìme perplessità ani modo in eoi venne deliberato l'intervento e sedie gravi conseguenze rostitnsrionali di rio: Se non immediatamente, che il fervore dèi* l'entusiasmo e la gravita del rimento travolsero in quell'ora inni gli ostacoli e fecero