Rassegna storica del Risorgimento

JACOBINI DOMENICO MARIA
anno <1971>   pagina <559>
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TI card. Domenico M. Jacobini
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Pio Delicati.*) Il 21 agosto del 1868 il Cardinale Vicario di Roma Costantino Patrizi chiamò don Jacobini alla cattedra di letteratura greca nel liceo del Pontificio Seminario Romano per uno stipendio mensile di 15 scudi.2)
Nominato Vice Direttore della Congregazione Spirituale della Università romana, venne a contatto con il mondo studentesco della città, e, tra i primi in Roma, intuì quale parte novissima, importantissima assegnasse al laicato la Provvidenza Divina nelle moderne lotte tra la Chiesa ed il Mondo . 8> Tra gli studenti e il giovane sacerdote si stabili subito una corrente di simpatia: don Jacobini dagli occhi limpidi e vivaci, dal volto sereno e soave, dalla per­sona spigliata insieme e piena di decoro e di grazia, dalla parola facile e netta, dalle maniere piacevoli ed attraenti, dalla pietà fervorosa ma illuminata,4) esercitava su quegli universitari un'attrazione spontanea, irresistibile.5)
L'11 aprile 1869 Pio IX celebrò la Messa d'oro. I giovani cattolici ro­mani vollero offrire al Papa una testimonianza di fedeltà e di devozione. Intorno al principe don Paolo Altieri si costituì un gruppo di studenti che si incaricò di raccogliere le offerte per l'Obolo di S. Pietro. *) Parallelamente a questa iniziativa, un gruppo di 14 studenti,7) sotto la guida di don Domenico Ja­cobini, decise di fare qualcosa meglio rispondente al concetto di una manife­stazione religiosa : 8) organizzò, pertanto, una sottoscrizione tra i romani e i cittadini residenti in Roma. Il risultato fu clamoroso: oltre 26.500 persone, apponendo la loro firma nell'apposito album destinato al Papa, si impegnarono, per il 10 aprile. ") ad ascoltare la Messa secondo le intenzioni del Pontefice.
La riuscita dell'iniziativa contribuì a rafforzare in quei giovani il pro­posito di non separarsi più, e la consuetudine di trovarsi spesso insieme suscitò in loro l'idea di organizzarsi in forma associativa onde reciprocamente ani­marsi nel bene e resistere alla malvagità settaria della rivoluzione .lfl) Le notizie che giungevano da Viterbo e da Bologna li convinsero della opportunità di fon­dare anche in Roma un Circolo della Società della Gioventù Cattolica Italiana >. Don Jacobini li incoraggiò e li stimolò all'azione ricordando loro che l'acqua
1) Cosi nella lettera con cui veniva comunicato a don Jacobini, da parte del Segretario di Propaganda , la sua nomina a Minutante. Copia del documento, datato 28 novembre 2866, in ÀRCHIO DI PROPAGANDA FIDE, Lettere e documenti della S. Con­gregazione, a. 1866, p. 1046.
?) La lettera di nomina in ASV, Datarìa, voi. 243, fase. 29, f. 662.
8) CABLO SANTUCCI, Commemorazione.... ài., p. 4.
4) CABLO SANTUCCI, Commemorazione..., cìt., p. 5.
8) CABLO SANTUCCI, Commemorazione..., ciL, p. 5.
s) Sull'attività di questo gruppo cfr. G. L. MASETTI ZANNINI, II Circolo San Pietro. Cènni storici (1869-1969), Roma, 1969, p. 8 sg.
t) Si tratta di: Tommaso Marola, Romeo Pelacci, Attilio Ambrosini, Giacomo Bereani, Luigi Caterini, Carlo Santucci, Emanuele Ceciarelli, Saverio Guidi, Camillo Borea ni, Salvatore Marola, Adolfo Rossi, Adolfo RonceuJ, Gaetano Giulio Lepri, Adriano Assiemi. (Cfr. Memorie storiche del primo venticinquesimo del Circolo S. Pietro di Roma della Società della Gioventù. Cattolica Italiana, Roma, 1894, p. 8).
8) GIACOMO BERSANI, Come nacque il Circolo S. Pietro, in 72 Circolo S. Pietro nel cinquantenario di sua fondazione, Roma, 1919, p. 2.
fl) Venne scelto questa data e non 111 per non distogliere i fedeli dalle funzioni già indette.
ic) Cfr, Memorie storiche del primo venticinquesimo del Circolo S, Pietro.., cit..