Rassegna storica del Risorgimento

JACOBINI DOMENICO MARIA
anno <1971>   pagina <580>
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Mario Casella
affranto capimmo subito che la missione era fallita. Il Santo Padre non aveva creduto di poter derogare per allora ai criteri vigenti . *)
L'improvviso mutamento d'indirizzo "> della Santa Sede circa l'interven­to dei cattolici alle urne non scoraggiò i conservatori romani che continuarono la loro battaglia aia sul piano teorico che su quello pratico. 3> Di questa battaglia don Jacobini fa uno dei più attivi combattenti.
Sul piano teorico fiorì a Roma, negli anni immediatamente successivi al 1880 una ricca e vivace pubblicistica alla quale il prelato romano contribuì con un saggio intitolato La lotta tra la Chiesa e lo Stato moderno e le sue con' seguente. Ne parleremo tra poco dopo aver fermato la nostra attenzione su di un interessante opuscolo Il Papa e l'Italia uscito anonimo verso la fine del 1881 e attribuito, negli ambienti romani, alla penna di don Jacobini. L'opuscolo 11 Papa e l'Italia si legge, infatti, in un rapporto che il que­store di Roma inviò al prefetto il 3 gennaio 1882 comunque anonimo vuoisi scritto da un monsignore Jacobini (che non è il Segretario del Papa) .4) Il preciso riferimento al Nostro è molto interessante: testimonia, tra l'altro, della popolarità e della considerazione in cui il prelato era tenuto negli ambienti cattolici e liberali della città: ma è prova sufficiente per attribuire a don Jaco­bini un opuscolo che, tra l'altro, era fortemente polemico nei confronti del pa­dre Curci e del movimento conservatore al quale, come s'è visto, il sacerdote romano era largo di aiuti e di simpatie? Esaminiamone brevemente il conte­nuto. Dopo essersi chiesto se i liberali di buon senso credano davvero che lo stato attuale della Chiesa in Italia sia normale e che il Papa debba stare perpetuamente chiuso in Vaticano , senza che abbia da venire nn giorno che il Vescovo di Roma riabbia la sua piena libertà e indipendenza visibile a tutti i cattolici dell'universo,5) l'Autore de II Papa e l'Italia passa ad esaminare8) gli orientamenti esistenti in Italia in tema di rapporti tra Stato e Chiesa sia nel
*) FILIPPO CBISPOLTI, Il Partito Popolare Italiano, in Nuova Antologia, a. IIV (1919), fase. 1130, 16 febbraio, p. 443.
2) Còsi il Santucci nella citata foglia sparsa dedicata all'aw. Grassi.
*) <c Abbiamo pensato, in seno alla nostra Associazione conservatrice di Roma scriveva Carlo Conestabile a mons. Bonomelli il 22 maggio 1880 (mentre, cioè, erano ancora in coreo le elezioni politiche e ad appena due settimane dì distanza dal giorno in coi 6 maggio Leone XIII, tramite 1'" Osservatore Romano * aveva deluso le aspettative dei conservatori facendo sapere che " i cattolici non avevano nessuna ragione per uscire dalla loro astensione " di metterci in rapporto coi cat­tolici più influenti nelle varie parti d'Italia acciò che per le varie provi nei e venga iniziato questo lavoro preparatorio, conforme anche ai consigli del Santo Padre, il quale ripetutamente dice: preparatevi. Questo lavoro deve constare di due parti: 1) iscrizioni nelle liste elettorali dei nostri non ancora iscritti ; 2) indicazione nelle diverse Provincie dei candidati che nei vari collegi avrebbero probabilità di suc­cesso, e rappresentano sufficientemente le idee cattoliche e conservatrici. Questo lavoro latto alla chetichella credo che sarebbe efficacissimo; in Piemonte e a Napoli hanno già cominciato, e sperano di avere l'appoggio del olerò, il quale, non trattandosi che di semplice preparazione, non si può ricusare poiché resta riservata la questione del momento opportuno per l'intervento (il documento in CABLO BELLO, Lettere a mons. Bonomelli, Roma, Cinque Lune, 1961, p. 84).
*) La minuta del documento in ASR, Questura, b. 21, fase. 120.
S) // Papa e l'Italia, Roma, Propaganda Fide, 1881, p. 10.
0) // Papa e l'Italia, wt., p. 27 sg.