Rassegna storica del Risorgimento

PIACENZA STORIA 1800
anno <1972>   pagina <14>
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RASSEGNE, DISCUSSIONI E VARIETÀ
IL PRIMO MOTO POPOLARE POLITICO ED ECONOMICO k M A PIACENZA Il U i
I (luglio 1800)
Un argomento storico di notevole interesse nel quadro degli studi, dap­prima sul perìodo giacobino >, poi sul periodo della supremazia napoleonica francese in Italia, da ultimo sulla età del Risorgimento, è certamente quello dello spirito pubblico così come venne concretandosi in effettivi movimenti popolari più. o meno violenti, più o meno spontanei, contro lo straniero o co­munque contro la situazione o, come oggi si dice, contro il sistema , nei riguardi delle forze politiche ed economiche dominanti. Un esame, una ricerca documentata di dettaglio e localizzata non sono stati ancora fatti, almeno con sistematicità di confronti e con l'attenzione rivolta ai problemi più o meno grandi tra il passato e il futuro, il mondo antico che crollava nelle sue istitu­zioni e quello che sorgeva e che si sarebbe incarnato con decisione, nel Risor­gimento, che è pure da intendersi, tra le sue componenti, soprattutto o in gran parte come un moto popolare dovuto a forze intime.
Desideriamo qui rievocare un poco noto episodio del primo Ottocento, epi­sodio che ebbe rilevanza in una città italiana, peraltro di confine con il Pie­monte, con la Lombardia e con la Liguria in una situazione politica particolare.
Alludiamo a Piacenza, di cui ricorderemo anzitutto che ancora nel 1800, sia pure per pochi mesi, era sotto la sovranità dell'antico Duca don Ferdinando di Borbone, una sovranità peraltro più nominale che effettiva, anche per l'oc­cupazione militare francese imposta dalla sua posizione strategica sul Po, sulla strada verso Milano, già dal 1796.
L'episodio riferito a quell'anno è pressoché sconosciuto agli storici generali ed è poco noto anche a quelli locali, ma merita di essere rievocato nei suoi det­tagli principali.
Indubbiamente i moventi furono diversi, come scrivono i cronisti locali. Anzitutto essi non furono come in altre località italiane dì reazione con­tro il sovvertimento giacobino degli anni immediatamente precedenti. Non eb­bero quindi motivi religiosi o politici di conservatorismo o di fedeltà verso le vecchie istituzioni o di ribellione verso le nuove, cioè, ad esempio, contro la coscrizione francese, come avverrà soltanto sei anni più tardi, nella montagna, nelle colline, nelle vallate piacentine. Una ribellione come è ben noto che avrebbe avuto un'estensione notevole, che però non intendiamo qui rievocare particolarmente, anche perché ebbe già trattazioni abbastanza diffuse.
Piacenza non aveva avuto vere insurrezioni nel 1796'97-'99, anche se non erano mancati elementi torbidi in città e in Provincia, alcuni dei quali avreb­bero poi preso la via dell'esilio, come il Gioia e il Poggi tra i maggiori. Ma essa precorse analoghi moti nel 1801 a Modena e a Bologna e poi a Brescia. Contem­poraneamente, peraltro, nell'anno 1800 si ebbero insurrezioni in Toscana, nel­l'Umbria, in Piemonte e in Romagna.
Un serpeggiare di sollevazioni dunque cho va seguito singolarmente e col-