Rassegna storica del Risorgimento

GALDI MATTEO ANGELO; ITALIA NAPOLEONICA
anno <1972>   pagina <214>
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Paolo Frasconi
influenza culturale capace di intaccare l'equilibrio e l'ottimistica visione del razionalismo illuminista. Le orìgini del giacobinismo napoletano vanno ricer­cate anche nel distacco della più giovane classe intellettuale, dai parametri e dagli schemi della cultura illuministica: il volontarismo è già implicito in nn nuovo atteggiamento che viene affiorando a Napoli negli anni che vanno dal 1789 al 1792 e che si esprime, come nel caso di Caldi, anche attraverso l'interesse per una problematica estranea alla realtà slorica dell'Italia meridionale ma che rivela la capacità di affrontare globalmente, in un contesto più ampio, i singoli problemi politici e formula, se pur non esplicitamente, l'istanza di ricorrere a nuovi criteri d'azione politica che già preannunciano l'universalismo rivolu­zionario.
Affrontando nel 1797, a Milano, in una memoria dedicata all'abolizione dei fidecommessi, il tema che aveva per tanti anni accentrato l'attenzione dell'illu­minismo napoletano e che ancora, mentre lui scriveva, offriva materia per una disputu giuridica nell'ambito dell'amministrazione del Regno di Napoli, '* Caldi osservava che i ministri, i scrittori politici, i giureconsulti, sempre venduti alla nobiltà, sempre addetti al proprio interesse, venivano co' loro consigli e co' Loro scritti ad autorizzare le ingiustizie del trono .2) Questa affermazione si ricollega indubbiamente alla critica antilegalistica dell'illuminismo napole­tano, ma esprime anche l'acquisita consapevolezza di chi non ritiene più validi, per esperienza personale, quel metodo del confronto giuridico e della graduale conquista di obbiettivi parziali che era stato adottato da funzionari, giudici e scrittori politici, legati alla causa del riformismo nella questione dell'abolizione della feudalità, durante gli ultimi decenni del Settecento a Napoli.
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Le vicende che segnano la fine di questa fase prerivoluzionaria: la parte­cipazione alla congiura del '94 a Napoli, il soggiorno in Francia e quindi la presa di contatto, insieme agli altri esuli, con il mondo mitico degli uomini delia Grande Nazione , la partecipazione infine all'esperimento costituzionale -di Alba,3) sono fatti che contribuiscono in maniera decisiva alla trasformazione
') Appena nn anno prima si era svolta, nell'ambito del più generale dibattilo sulla feudali Là, la dispula amministrativa tra l'avvocato fiscale Antonio Yi verna o e il prin­cipe di Canosa, sulla questione del pagamento dell'eadoa, da parie dei baroni <efr. P. ViUMtU op. cìt., p. 319).
2) M. CALDI, Doli'abolizione, de' fideeommessì, Milano, Vlaiulini,1797, a V, p. 11. I/ewmplare da noi consultato è conservato alla biblioteca Ambrosiana di Milano.
3) La partecipazione di Caldi alla congiura giacobina del 1794, rimase abbastanza 4mwnihna; iscritto ad uno dei dabs giacobini, quello denominato lomo. Calili fu accurato di aver partecipato alla congiura e citato in giudizio (eh*. B. Cuoce, La rivolu­zione napoletana del J7VK Roma, 1897, Bari, 1968, Vili ed., p. 199). Sul periodo se­guente, molto importante per la formazione di un metodo polìtico e dì una mentalità pacificamente < giacobine . in Caldi, mancano indicazioni e dati precisi. Il Godechot, in una sua analisi sui rapporti tra ì giacobini Italiani a Robespierre, iva escluso oho Caldi giungesse in Francia prima del maggio-giugno 1794 ed ha osservato che il salernitano dovette apprenderò dulia voce di altri rivoluzionari, il metodo che caratte­rizza la prawi politica dei cinconina francesi (cfr. J. GODKCHOT, Lea Jtteobifù ita-lieti.* et Robespierre* in Animici histariqties de la Revolution franc-aìsc, 1958, n. 152, p. 79). Fondamentale, in questo penso, dovette essere il soggiorno ad Oneglia dove