Rassegna storica del Risorgimento

DE CAESARIS DOMENICO CARTE; DE CAESARIS (FAMIGLIA) CARTE
anno <1972>   pagina <272>
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Lucia Gorgoni
Grazie o gran Dio del massimo
Tesor che mi donasti;
Grazie dell'ineffabili
Angosce che mi dasti (sic):
Ma se del tatto inutile
II mio pregar non è. Deh! Non voler ch'assidua Mi strazi la sventura; Deh! Non voler che l'alito Continuo di sciagura, A lungo andar contamini E pervertisca il cor.
È ver che, senza tregua
De' mali io fui fra Tonda
< Segno d'immensa invidia
E di pietà profonda,
D'inesiinguibil odio
E d'indomato amor. E fu conforto all'animo E fu sollievo al core L'ira per quell'invidia, L'ansia di quel dolore, Lo spregio per quell'odio Il ben di quell'amor.
Pure di terra fragile
O Dio, formato io sono;
Guardami Tu, difendimi,
Serbami, o Dio, quel dono,
Serba il candor dell'animo
Che conservai sinor.
Anche qui viene sottolineata, di pugno di Antonio, la parola invidia, offerta quasi a spiegazione delle sue vicende, che non sarebbero dovute, dunque, ad amor patrio o per lo meno, il prigioniero non lo confessa e non se ne vanta; quanto al resto, a parte l'iperbolico accostamento della sua vicenda a quella di Napoleone, l'autore ci fa rimpiangere sinceramente la sua schietta buona prosa.
B) La cartellina n. 6 comprende le lettere di Antonio De Caesaris sindaco di Penne nel 1860, dirette a personaggi ufficiali e di questi a Ini; quindi lettere posteriori scritte alla moglie Franceschina e ai figli Domenico e Nicola, da di­verse città, tra cui Torino. Al primo gruppo appartengono soprattutto rapporti intorno all'ordine pubblico o disposizioni relative all'organizzazione dei nuovi nffici oppure richieste d'informazione su fatti, menti persecuzioni e cariche politiche > di varie persone sotto il governo borbonico, cui seguivano ragguagli concepiti e redatti sempre con vivo senso di umanità.
Nelle carte del secondo gruppo, tutte posteriori al '66, Antonio spesso si ri­volge ai figli ammonendoli, elogiandoli, richiamandoli secondo i casi, dall'alto delia saggezza raggiunta e del prestigio assicurato attraverso i riconoscimenti che gli andava tributando la nazione; con la moglie s'intrattiene soprattutto sulla sistemazione dei figli e su questioni domestiche. Risultano interessanti alcuni do* conienti atti ad illustrare la vita di Antonio come uomo politico dopo il '60; ma essi escono dai limiti della problematica risorgimentale vera e propria ed offrono se mai materia di riflessione e d'informazione sull'ambiente di provincia nel momento del trapasso di governo e dell'adattamento a nuove forme istituzionali.