Rassegna storica del Risorgimento
DE CAESARIS DOMENICO CARTE; DE CAESARIS (FAMIGLIA) CARTE
anno
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1972
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pagina
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273
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Le carta De Caesaris
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Note di colore sono contenute in alcuni documenti relativi alle lotte elettorali che videro Antonio De Caesaris contro Francesco e Domenico De Blasiis impegnati in una gara elettorale senza esclusione di colpi, da quelli patenti, alle delazioni anonime che alimentarono una polemica largamente documentata da questi fogli.
Altrettanto degne di attenzione sono alcune minute di proclami redatti da Antonio nel 1860 e nel 1866 per il reclutamento di volontari rispettivamente nella fase piemontese della liberazione del Mezzogiorno e in occasione della III guerra d'indipendenza, che meriterebbero di essere tenute presenti in uno studio sulle vicende della regione nel periodo postunitario.
CARTELLINA N. 7. - Questa cartellina è stata destinata all'epistolario inedito di Clemente De Caesaris, il figlio primogenito di Nicola, che partecipò a tutte le vicende politiche della famiglia e fu forse il più. sorvegliato dalla polizia, forse per il carattere impulsivo. Già nel '37, infatti, pur essendo egli a Trieste al momento della sommossa, venne fermato sulla via del ritorno a Giulianova e le sue casse rigorosamente perquisite dalla polizia alle cui orecchie era pervenuta la notizia che egli intedenva introdurre a Penne 4 mila fucili. '? Se quella risultò notizia infondata, pare accertato di contro che Clemente, insieme al Porreca, m interessò del moto aquilano del 18412) e risulta documentata l'attività svolta nel '48 per organizzare la Guardia Nazionale a Penne e per arruolare volontari a Napoli.3) Per essere il più estroso della famiglia e il meno attaccato all'* interesse , e per aver compiuto in gioventù frequenti viaggi nei porti dell'Adriatico, quindi a Napoli, fu anche il più caldo di passione liberale. Le più antiche lettere che di lui restano inedite vanno dal 1836 al 1851 e sono dirette al cugino Antonio, alla madre Angelica e all'immancabile Porreca; esse testimoniano innanzitutto l'attività economica svolta da Clemente a Cliieti il '36 e il '39, prima dei moti aquilani, ma non presentano alcun risvolto interessante, somigliando più a bollettini e ad appunti di economia che all'esposizione di un pensiero compiuto, sia pure di natura pratica ed utilitaristica.
Dello stesso tenore risultano due lettere scritte da Napoli alla madre nel 1841; inconsistenti e superficiali, sebbene più numerose, quelle inviate dal carcere tra il '49 e il '51. È probabile che l'epistolario di Clemente sia stato largamente saccheggiato e sfruttato dal prof. Polacchi che si occupò di pubblicare molti passi degli scritti di Clemente sul giornale pescarese L'Adriatico, progettando anche una raccolta di prose, prima di porre mano al lavoro storico già citato (Da Melchiorre Delfico a Clemente De Caesaris) per il quale si avvalse di una notevole quantità di materiale inedito. Alla medesima ragione deve attribuirai la mancanza della corrispondenza relativa agli anni 1851-1858, poiché non si può supporre ragionevolmente che nella sua il cugino Antonio detenuto insieme a lui, avesse inteso supplire Clemente, anche se di questo vi si fa spesso parola. Cosi non ritroviamo alcuna traccia della sommossa preparata in carcere da Clemente, allorché gli giunse notizia del moto milanese del 1853 : eppure questa cospirazione è la prima e la sola azione compiuta dai De Caesaris che si possa, collegare con il programma insurrezionale mazziniano. Infatti, se si
') L. POLACCHI, op* c/t p. 540.
2) G. DB CAESARIS, Domenico De Caetaria, CÌL, pn. 3940.
3} Ibidem* p. 68.
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