Rassegna storica del Risorgimento
DE CAESARIS DOMENICO CARTE; DE CAESARIS (FAMIGLIA) CARTE
anno
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1972
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276
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Lucia Gorgoni
nel tentativo di riprendere quota nel campo economico e finanziario volse la sua inquieta intelligenza alle invenzioni; avendo ideato un nuovo sistema di eoncia per le pelli, si recò a Londra, dove lo troviamo nel 1865, Tanno a cui appartiene una parte della corrispondenza trascurata dagli studiosi fino ad oggi. Difficoltà burocratiche, concorrenza di altre ditte, remore nei pagamenti ed urgenza di riscossioni, gli resero duri questi anni che segnano l'inizio' della decadenza di una figura che era diventata già un personaggio.
Le lettere dal '66 in poi svelano un'ansia tormentosa di successo, un bisogno-assillante di recupero sul piano politico come su quello economico, destinato a rimanere eluso proprio per quell'eccesso di reattività che caratterizzava Clemente e che gl'impediva progettazioni previdenti e prudenti Dotato di una discreta carica di genialità, in potenza, una volta posto a confronto con un giro economico e finanziario di maggiore spessore; una volta proiettato nel difficile-ed infido settore del giuoco politico che non consisteva nell'organizzazione di un piccolo angolo di provincia, egli Fu sopraffatto, invano aggrappandosi alla speranza di imporsi nuovamente con invenzioni ed esperimenti che, in sostanza, non consistevano in metodi rivoluzionari di lavoro e non lo liberarono,, nonostante qualche sporadico consenso, dall'assillo dei debiti e dalla sensazione della sconfitta Getterà del 3 agosto 1871 da Penne).
Il figlio Angelo, in una postilla aggiunta, probabilmente di nascosto, ad una lettera diretta -dal padre Clemente ad Antonio, confessa: Noi qui siamo senza vino che potreste mandare domani in conceria, più siamo senza un centesimo (Penne 3 agosto 1871).
Nel settembre del 1871 proprio Clemente si decideva ad ammettere: Vivo nella più desolante miseria... Tutti siamo senza scarpe e vestiti, e senza legna... >. Nell'ultima missiva della raccolta (1 agosto 1873) hi grafia, senza più svolazzi salvo che nella firma, esprime una rinuncia desolata, nonostante il patetico tentativo di trattare ancora qualche affare, di dare qualche consiglio.
Da un punto di vista umano è effettivamente assai penoso questo tramonto; ma se si pensa allo scarso rilievo che ebbe anche il cugino Antonio sulla scena politica italiana, si deve riconoscere che nessuno della seconda gè-nerazione dei De Caesaris era veramente preparato ad assumere compiti di responsabilità di un certo livello e che, anche dal punto di vista ideologico, la loro prospettiva rimaneva quella del vecchio liberalismo di estrazione carbonara-su cui poco incisero la vocazione repubbHcano-unitaria del Mazzini, escluso naturalmente che il loro interesse potesse rivolgersi verso altri programmi politici, neoguelfi o neoghibellini che fossero, assai poco conosciuti nel Mezzo-giorno.
CARTELLINA N, 8. Nell'ottava sezione delle Carte > ho raccolto le lettere delle donne di casa De Caesaris. N. 4 sono di Concezia al Porreca; n. 23 appartengono a Crocifissa (da una notazione di questa si suppone che ambedue le cognate si servissero di uno scrii turale) per lo stesso destinatario e relative, come le precedenti, all'anno 1850; n. 8, del biennio 1855*56, sono indirizzate da Crocifissa ad Antonio e una soltanto a Domenico. Col Porreca, allora detenuto, che altrimenti non vi sarebbe stata necessità di scambio epistolare, dal momento che questi viveva in casa De Caesaris, si parla di affari: Concezia insiste sulle raccomandazioni di buona salute e sulle esortazioni alla rassegnazione e alla confidenza in Dio; Crocifissa è precisa quando fornisce in-