Rassegna storica del Risorgimento

DE CAESARIS DOMENICO CARTE; DE CAESARIS (FAMIGLIA) CARTE
anno <1972>   pagina <277>
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Le carte De Coesaris
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formazioni sull'andamento della casa e soprattutto della tintoria, -dimostrando dì essere buona alunna di Domenico Si tratta, tutto sommato, di ima corri­spondenza senza rilievo che acquista tono solo quando vi si esprìmono, con semplicità e candore, sentimenti di stima e di amicizia: Caro Luigi, Quando scrivete a noi, vi prego non confonderci con tante espressioni perché siete come uno di nostra famiglia . l)
Al nipote Antonio soltanto la zia apre eccezionalmente il cuore e mostra la desolazione: Io mi sento proprio di crepare perché penso alla salute e al­l'interesse . z> Questo modesto materiale potrebbe essere utilizzato come riscon­tro con le altre corrispondenze.
CARTELLINA N. 9. Qui ci troviamo dinanzi, invece, un materiale assai interessante, costituito da documenti impensabili. In prima linea figura una Lista degl'individui più Distinti de' Circondari di Catignano e Torre de* Pas­seri , i quali sono catalogati per professione, per sentimento patriottico o re­trivo e addirittura per ninna o doppia politica , quindi in base alla poten­ziale utilizzazione negli uffici del nuovo Regno. È evidente che tale lista dovette essere redatta negli ultimi mesi del 1860. Si apprende cosi che nel Co­mune di Catignano si dimostravano liberali quasi tutti i professionisti, legali, notai, medici, farmacisti, ad eccezione del medico Tommaso Cirri, di tre legali e di un proprietario, definiti borbonici e. di un sacerdote borbonico acca­nito i in tutto sei contro 14. Uno tra i liberali viene proposto per sindaco, altri per ufficiali della Guardia Nazionale; nella colonna delle Osservazioni , troviamo: In Catignano esistono due fraterie di cappuccini conventuali. In ambidne vi sono individui di buon colore, ma in generale entrano nella schiera di coloro che mai fur vivi o che vissero pel ventre. Conclusione mezzo dan­tesca e mezzo popolare, che rivela lo scetticismo anticlericale degli estensori delle note.
A Nocciano, contro 7 liberali, tra cui l'abate Francesco Ionni e i soliti medici e legali, esistevano due persone pronte a piegarsi ad ogni politica e nessun filoborbonico. Questa categoria prevaleva a Civitaquana, dove si re­gistrava un solo liberale, l'abate Vestini, e due filoborbonici, un medico e un sacerdote, per cui si annotava l'impossibilità di avanzare proposte per le ca­riche pubbliche ed anzi si faceva notare che proprio il medico borbonico ri­vestiva assai indegnamente e certo pericolosamente, la carica di capitano. A Carpinete, accanto a un architetto e a due medici schiettamente liberali, accanto a un pallido liberale , prevalevano professionisti d'incerto colore , oltre a tre borbonici che, caso strano, non erano sacerdoti, ma due medici e un far­macista; si formulava la proposta per l'elezione a sindaco dell'architetto e per­la nomina di un capitano e di un tenente. Per Brittoli si annotava che la città non offriva se non un contadino retrivo e reazionario ad eccezione dell'ar­ciprete definito liberale. A Gagnoli, invece, prevalevano i liberali; anzi v'era persino un libéralissimo , il proprietario laureato Stefano Giamo rrettu, mentre un anonimo, di professione cancelliere, viene definito borbonico accanito : le-proposte prevedevano l'utilizzazione dei liberali per l'ufficio di sindaco e di capitano. A vitella Casanova, oltre ai tiepidi , vi erano numerosi liberali.
1) Lettera da Penne, 28 novembre 1850.
2) Lettera da Penne, 14 giugno 1856.