Rassegna storica del Risorgimento

DE CAESARIS DOMENICO CARTE; DE CAESARIS (FAMIGLIA) CARTE
anno <1972>   pagina <278>
immagine non disponibile

278 Lucia Gorgoni
anche di vecchia data come il Filsani e lo Jandelli, il primo dei quali era sa­cerdote; nessuno si professava borbonico, sicché molti cittadini venivano rite­nuti idonei alla carica di sindaco e di ufficiale. A Torre de' Passeri, invece, ac­canto a diversi individui di tendenze varie o pòco chiare, esistevano tre borbonici, di cui due farmacisti, ma anche un numero di liberali tale da con­sentire la proposta all'elezione del sindaco, di un capitano, di tenenti e sotto­tenenti. A Vicoli, accanto a un filoborbonico, il Preposto Raffaele Colarossi, ap­paiono numerosi liberali, e un'aliquota d'incerti; tra i primi s'indicava il possi­bile sindaco e gli ufficiali. A Castiglione alla Pescara esisteva nn numero pari ed abbastanza rilevante di liberali e di filoborbonici, oltre a pochi di colore incerto; vi era ancbe un monastero di Riformati, giudicato di carattere decisamente retrivo. Tra i liberali si proponeva reiezione del Sindaco e degli ufficiali. In un'annotazione esclamativa viene sottolineato che un farmacista accanito borbonico conservava con scandalo l'ufficio di cancelliere. A Pescosansonesco, dopo la morte dei Fratelli Trojani, è annotato che non vi erano rimasti buoni individui , poiché tutti risultavano borbonici quindi inadatti ad assumere alcun ufficio. A Corvara si fronteggiavano un liberale e un borbonico, per cui, naturalmente, il primo veniva proposto per la carica di sindaco. A Pietranico due persone di riguardo su tre erano liberali e perciò venivano proposte per la carica di Sindaco e di capitano; ad Alanno contro due borbonici esistevano numerosi liberali fra i quali si proponeva la -nomina degli officiali e del sindaco che avrebbe dovuto sostituire quello attuale giu­dicato freddo . Per Loreto esiste un altro documento in cui appaiono raggrup­pati e insieme suddivisi, a seconda degli atteggiamenti politici, gli impiegati comunali, i proprietari e i preti. I primi risultano tutti moderati ed onesti . I secondi in parte si erano rivelati contrari al mutamento di governo, finché l'interesse non li aveva indotti a comportarsi diversamente, oppure incerti; in parte risultavano liberali e amanti o promotori del rivolgimento attuato, e solo alcuni ancora venivano definiti onestamente moderati e quindi cauti e ap­partati. Dei preti tre erano liberali, tre retrivi e gli altri moderati. Esiste infine nn elenco dei liberali di Rosoiano, Cepagatti, Cerratina, Pianella e Spoltore re­cante accanto ad ogni nome l'utilizzazione potenziale degli individui.
È probabile che questi elenchi siano stati ispirati dai De Caesaris, magari da Clemente, nella sua veste di Governatore degli Abruzzi; è certo, invece, che due elenchi informativi sulla consistenza degli Accantonamenti di Rocca Teresa e di Forca di Penne, presentati rispettivamente )'8 e il 10 ottobre 1860, furono a lui consegnati, proprio in previsione dello scontro finale che si sarebbe svolto sul Volturno. L'esiguità dei pezzi è compensata largamente, a mio giudizio, dalla curiosità di essi che solo in parte riguarda i De Cae­saris, ma potrebbe meglio essere sfruttata per una ricostruzione dell'ambiente abruzzese nel Risorgimento.
CARTELLINA N. 10. Il materiale più eterogeneo e meno interessante è compreso nella penultima cartellimi; si tratta di lettere d'affari dirette ai De Caesaris, di bollette di carico e scarico di merci nei porti di cui quelli si servivano e di altre carte relative ai conoscenti e ai figli di Antonio.
CARTELLINA N. 11. Il nipote di Antonio, Giuseppe De Caesaris, ci ha con­servato giornali ed opuscoli riguardanti la celebrazione del centenario dei Mar­tiri Pennesi del '37. Si tratta di materiale di scarso conto: mancano, infatti,