Rassegna storica del Risorgimento
DE CAESARIS DOMENICO CARTE; DE CAESARIS (FAMIGLIA) CARTE
anno
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1972
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pagina
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285
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Libri e periodici 285
Ancona tra Cinque e Seicento, 1969) esaminn qui, nel saggio su Trieste ed altre piazze mercantili nella fiera di Senigallia ai primi dell'Ottocento, la fase conclusiva di questo processo che vide la rapida ascesa di Trieste, sorretta dalla potenza economica e politica dell'Impero, e l'altrettanto rapido declino delle fortune mercantili delle Marche. Appaiono cosi definitivamente consolidate, alle soglie dell'Ottocento, sia la ruralizza-zione dell'economia e della società marchigiane che il fallimento delle speranze di sviluppo economico suscitate dai primi successi del porto franco di Ancona, sulla cui scia era emersa qualche vivace figura di mercante e di capitalista.
AITA, va dunque riconosciuto, oltre al merito di avere portato un huon contributo alla conoscenza delle vicende economiche delle Marche, quello di averle tratteggiate, non senza finezza e con ampi richiami alla migliore storiografia contemporanea, in termini di problematica e non solo documentaristici e descrittivi.
RENZO FACI
UGO COVA, I/amministrazione austriaca a Trieste agli inizi dell'Hot); Milano, Giuffrè, 1971, in 8, pp. 241. L. 2.600.
DEA TORBUNELLI MOSCAROA, Vicende giuridico-amministratìve a Trieste da Carlo VI a Leopoldo II; Milano, Giutìrè, 1971, in 8, pp. 171. L, 1.800.
In un recente artìcolo {Dal municipalismo all'irredentismo : appunti per una storia deWidea autonomistica a Trieste, in Rassegna storica del Risorgimento, anno LVI1, fase. ITT, luglio-setL 1970) Giorgio Negrelli, facendo il punto sullo svolgimento della storiografia e della cultura triestina, ha proposto di valutare e comprendere le ragioni per le quali il ceto dirigente cittadino ha tramandato nel tempo l'immagine di una Trieste custode gelosa della propria autonomia spirituale e politica durante i cinque secoli della dominazione asburgica. Tale immagine, idealizzata anche intorno agli anni Venti soprattutto da un Tamaro, sembra al Negrelli non tanto la realtà di Trieste quanto UH mito : quello diffuso dà una classe dirigente che egemonizzando le altre forze di sviluppo storico, della città... aveva assorbito (trasfigurandole) nelle proprie le aspirazioni degli altri ceti * f-.a Revisione Storiografica delle vicende cittadine, iniziata soprattutto in questo secondo dopoguerra per merito del Cusin, dello Apih. dello Schiffrur e del Cervoni e la nuova impostazione dell'intera storia veneto-giuliana data dal Sestan, hanno costituito la premessa di quel rinnovato discorso sullo sviluppo della città e sulla sua collocazione politica portato ora innanzi da una valida équipe di studiosi.
Liana de Anione!!)- (ePortofranco e comunità etriico-réUgiose netta Trieste settecentesca , Milano, 1968) aveva già mostrato con estrema concretezza quanto la citta dovesse alla intelligente politica della casa d'Austria, studiando a tale scopo non solo l'attività legislativa degli Asburgo relativa all'organizzazione dell'emporio ma anche il contributo da essi dato alla formazione di quella classe mercantile che, rompendo il monopolio del patriziato, avrebbe fornito alla statica società triestina la necessaria spinta evolutiva. Lo stesso Negreili (t Comune e Impero negli storici della Trieste asburgica*, Milano, 1968) aveva studialo l'atteggiamento assunto nel tempo dalla città di fronte all'Impero attraverso le testimonianze dì ire storici: Ireneo della Croce, Rossetti, Kandler. Vissuti in tempi diversi, essi furono interpreti di quel significativo aspetto della coltura triestina caratterizzato all'origine dal sopravvivere di una mentalità medioevale e municlpalista, quindi dalla percezione del contenuto privilegiato dell'autonomia cittadina, infine dalla visione di quell'autonomia come un diritto affermato e al tempo stesso tutelata all'interno di un sistema aperto alle esigenze più avanzate della vita politica ed economica. Testimonianze queste, sebbene diverse nella loro genesi e nel loro contenuto, fondamentalmente slmili in un punto: quello della perdurante accettazione del fondamentale nesso che avevB variamente legato, par motivi storici e pratici -ad un tempo, la citta all'Impero e che si romperà solo col passaggio dal mnnieipalismo nUlrredenUsmo dell'autonoraiamo triestino.