Rassegna storica del Risorgimento
DE CAESARIS DOMENICO CARTE; DE CAESARIS (FAMIGLIA) CARTE
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1972
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288
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288
Libri e periodici
Senza offesa alcuna agli emeriti autori dei saggi contentiti nella raccolta, si può osservare subito che anche dopi) i loro sentii Pi poteri succitata risulta del tutto indi* mostrala. E ciò non a causa di eventuali demeriti di quanti hanno collaborato alla impreca, ma in quanto l'assunto ipotizzato era di per sé indimostrabile: i problemi indicati nella nota editoriale, infatti, hanno una loro rilevanza autonoma e specifica, the prescinde affatto dai risultali, più o meno importanti e convincenti, che possano essere raggiunti dalla ricerca storica in campi diversi, e sia pure affini. Se anche i saggi raccolti nel volume in esame fossero tutti dei capolavori, rimarrebbe comunque incontrovertibile l'utilità e anzi la necessità di studi, purché naturalmente ben condotti, sulla questione romana, sul Sillabo, o sulle varie controversie tra vertici ecclesiastici e funzionari di governo . E ciò non solo per la storia dello Stato, ma anche e non meno per quella della Chiesa.
Detto questo, va anche subito rilevato che sono senz'altro benvenute, e anzi indispensabili dato lo stato degli studi non proprio brillante in questo settore, ricerche su altri non meno, e fors'auche più importanti, aspetti della vita della Chiesa e dei suoi fedeli, come quelli che si sogliono raggnippare sotto il denominatore comune <li spiritualità . Che tuttavia gli scritti qui raccolti rappresentino nel loro insieme un contributo di rilievo in questa direzione, sarebbe azzardato affermare. Se c'è da rallegrarsi per l'iniziativa, c'è da essere solo parzialmente soddisfatti per i risultati. Quelle che si possono considerare le linee programmatiche dell'opera sono Ìndi* cale da Paolo Brezzi nella premessa. Muovendo dall'attacco sferralo dal razionalismo settecentesco alla posizione specifica del Cristianesimo, quella di " peccato-redenzione ". senza la quale il Cristianesimo stesso si riduce ad un buon messaggio morale ad una norma di condotta pratica, ma perde ogni valore teoretico, non è più una concezione del mondo unitaria e coerente, una " rivelazione " o dono di Dio , egli eosì scrive: Il momento decisivo della crisi della cristianità europea fn questo e la spiritualità dell'Ottocento non potè non tenere conto di tale punto di partenza se volle ancora compiere un'azione efficace e pertinente e se intese ancora dire una parola all'umanità. Ma furono scelte due strade per rispondere all'offensiva illuministica, e la loro divergenza è quanto mai sintomatica come manifestazione degli stati d'animo al-lora dominanti: qualcuno affermò che quello che era stato detto contro la Chiesa e lo religione cristiana era tutto sbagliato, andava condannato senza appello, si doveva continuare ad accogliere lo verità precedente in blocco (espressione tipica ne fu la ben nota formula del Sillabo: " la Chiesa è inconciliabile con la civiltà moderna "). Però vi fu anche chi riconobbe che quei pensieri sgorgavano da bisogni rispettabili, andavano compresi nel loro proprio punto di partenza ed in quello che potevano contenere dì buono ( anche se male formulalo, forse), erano in fondo un richiamo per i cristiani stessi ad essere più coerenti con le loro stesse premesse e finalità riscoprendo l'autenticità del Messaggio per non lasciarlo cadere al piano naturalistico. Tutto mesto si verificò nell'Ottocento, tutta la produzione uscita allora è riconducibile a tale duplice posizione e non dobbiamo impoverire la materia parlando solo di conciliato-risii ed anticoneiliatoristi, od adoperando una formula ambigua come quella di cattolici liberali; la questione è più severa e va ognora ricondotta olla radicale crisi settecentesca di cui si è rapidamente indicata la natura, e che lasciò una traccia inde lebile nella storia successiva.
È quindi più che mai vivo l'esigenza, prosegue Brezzi, di ampliare la ricerca al di fuori degli schemi e dei temi consueti, indagando le nuove formo di spiritualità assunte dalla vita religiosa in Italia, soffermandosi in particolare sulla riscoperta della coscienza ecclesiologica, ossia sulla coscienza che si aveva nel secolo scorso della Chiesa come comunità di anime, una Chiesa di cui si enumeravano le piaghe, di cui si auspicava hi riforma, di cui sì desiderava vedere realizzata l'intesa con il , mondo per une sua più proficua azione civilizzatrice, comunque una Chiesa meno istituzionalizzata e pesante, meno rigida e lampo rallstica, perché tale ritratto di essa aveva fatto il suo tempo e ben altri fitti le si proponevano, una nuova fisionomia si delincava in quella laboriosa gestazione in atto *;
Le esigenze enunciate da Brezzi nelle suo premessa appaiono solo in parte