Rassegna storica del Risorgimento

DE CAESARIS DOMENICO CARTE; DE CAESARIS (FAMIGLIA) CARTE
anno <1972>   pagina <289>
immagine non disponibile

Libri e periodici
289
soddisfatte dai quindici saggi contentiti nel volume distribuiti in quattro sezioni: .Orientamenti storico-teoretici ; Aspetti dell'ambiente italiano ; Ricerche in­torno ad una Chiesa locale: Verona; Sondaggi regionali.
Dei due che compongono la prima sezione, è ricco di attrattive quello di Al­fonso Prandi su Romanticismo e spiritualità; tema quanto mai insidioso, affrontato tuttavia dall'autore con eleganza e sensibilità culturale, una volta postulato che si può ben assumere come definizione sufficiente del concetto di spiritualità cristiana (o ancor più cattolica) quella che la faccia consistere nel " vivere " il Cristianesimo, avendo a base il Vangelo, una dottrina, il consapevole inserimento di un disegno di salvezza e appartenenza alla Chiesa. Definizione che potrà apparire ad alcuni eccessi­vamente riduttiva, ad altri invece fin troppo elastica, ma che risulta del tutto funzio­nale al tipo di discorso portato avanti da Prandi e che comunque non viene certo mi­gliorata e chiarificata dalle alquanto fumose considerazioni successive di Renato Laz-zzarmi Sul concetto di spiritualità.
Ancor meno chiarificatore, dal punto di vista cosi essenziale della pietà in azione, è poi il saggio di Francesco De Vivo sulla Spiritualità attiva nell'Ottocento ve­ronese, del resto assai frammentario e succinto. Molto più circostanziato e non privo di notizie di interesse, invece, quello di Giuseppe Butturini, L'evoluzione della Chiesa veronese doliepiscopato del Morosini (1773-1789) a quello dell'Avogardo (1790-1804). "L'indagine, tuttavia, è condotta tutta a livello di vertice, limitatamente cioè alle prese di posizione dei due vescovi e alle dispute dottrinali fra ordini religiosi. L'autore pre­cisa, a conclusione del suo scritto, che nei gesti e nelle parole dell'Avo gardo la Chiesa "veronese era invitata a passare dalla fedeltà ducale all'obbedienza romana, dalle classi -colte a tutto il popolo, aggiungendo subito dopo, con non poco candore, che veri­ficare se e come il nuovo vescovo sia stato seguito non rientra nei limiti del nostro lavoro . Non resta che rammaricarsene.
Non è qui il caso di soffermarsi panatamente su ciascuno dei saggi della rac­colta, che nella maggior parte dei casi hanno un carattere più erudito che veramente storiografico e riescono solo parzialmente ad illuminare il tema generale proposto. Dal punto di vista metodologico essi apportano ben poco di nuovo allo studio della Chiesa e della sensibilità religiosa. È sintomatico, a tal proposito, che il contributo 'forse migliore sia quello di Francesco Margiotta Broglio, su un tema quanto mai tra­dizionale affrontato nel più tradizionale dei modi : Sul giansenismo del Manzoni. Vanno pure segnalati, per il particolare interesse che presentano e per il rigore cri­tico con cui sono condotti, il saggio di Alberto Vecchi, La dottrina spirituale di Anto­nio Cesari, e quello di Pietro Stella, Giansenismo e restaurazione religiosa in Lom­bardia.
ALBERTO A QUATTONE
Roma ' Capita, a cura di DANIELE STERFOS (Comunicazioni stradali attraverso i tempi); Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1966, in 4", pp. 300. S.p.
Il volume presentato dalla Concessioni e Costruzioni Autostrade > fa parte di Kum collana dedicata alle comunicazioni stradali attraverso i tempi e si propone di Illustrare sia sul piano storico, sia su quello tecnico il tratto Roma-Capua della via Appia.
Il libro, strutturato in sei capitoli,- segue le vicende del tracciato secondo una linea evolutiva che, partendo dai primi contatti intercorsi fra Roma e Capii a nell'an­tichità, giunge fino al 1870; con l'unità d'Italia infatti si ricomponeva anche l'unità geografica e politica del territorio centro-meridionale, e veniva cosi restituita alla strada quella funzione di collegamento fra Roma, quale centro politico e geografico della penisola, e il Sud per cui inizialmente era stata creata. 11 lungo e particolareg­giato esame acquista rilievi più o meno significativi a seconda dell'incidenza dagli eventi storici di cui la via Appia fu -testimone e quasi protagonista nei secoli. Cosi la trattazione dell'evo antico è incentrata sulle motivazioni strategiche od economiche
io