Rassegna storica del Risorgimento
DE CAESARIS DOMENICO CARTE; DE CAESARIS (FAMIGLIA) CARTE
anno
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1972
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pagina
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291
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Libri e periodici
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Ora, se, come il titolo potrebbe far credere, la uurra7.ione si (osse limitala al perìodo americano della vita di Roso, avrebbe potute suscitare nel lettore italiano un interesse circoscritto al campo della letteratura etili Vini razione; al contrario circa due terzi del volume sono dedicati all'illustrazione della vita italiana della futura emigrante. In tal modo ci viene offerto un bel saggio Iella società contadina lombarda nei primi anni dopo l'I :nità, uno spaccato, che non si fa fatica a ritenere sincero quasi al livello di una normale fonte, sulle condizioni di vita delle classi più umili, gravate dal peso di una miseria la cui consistenza si sente ancora nei ricordi della ormai vecchia emigrante. L'importanza della sua testimonianza, a prescindere dalle obbiezioni che i più pignoli potrebbero muovere sulla validità storica di tale documento, risiede tutta nel fatto che sono scarsissime le memorie lasciateci da gente di quel livello sociale, poiché, se le narrazioni e le documentazioni sulla vita dell'Ottocento sono tuitaliro che rare, non dobbiamo dimenticare che chi scrive, nella gran parte dei casi, per il fatto stesso di saper scrivere dimostra di appartenere ad un'altra sfera, ed è dunque portato a mediare la realtà osservata attraverso la sua esperienza personale, -operando perciò una sorta di falso, inconscio quanto si vuole ma pure effettivo.
Nel nostro caso, invece, anche la sovrapposizione di una seconda cultura su quella originaria non è tale da modificare sostanzialmente e subito gli schemi mentali dell'emigrata che: vésta legata al suo mondo di provenienza più di quanto la durata della lontananza da esso possa far sospettare; tanto radicata è in Rosa l'educazione ricevuta nell'infanzia, un'educazione basata essenzialmente su una religiosità esasperata e primordiale, senza alcuna capacità liberatoria, su uno spirito di sottomissione innato e su un. coacervo di credenze superstiziose ostinatamente resistenti ad ogni forma di critica. È por vero d'altronde che la protagonista avverte senza difficoltà la differenza tra il mondo che ha lasciato e quello che l'ha accolta (What a pity that oli the people of Bugiamo couldn't come lo America and learn not to be afraid! esclama Rosa poco dopo il suo arrivo [p. 176]) e s'accorge che l'America non significa tanto un salario sicuro e la fuga dalla miseria anzi, sotto questo aspetto, non 4t ette la situazione cambi molto - - quanto la liberazione dalla paura e dalla insicurezza, gli stati d'animo maggiormente qualificanti della sua esistenza italiana. A tal proposito bisogna dire che la Hall Ets, colei che ha raccolto le memorie di Rosa, ha messo chiaramente e più volte in risalto la principale chiave psicologica del personaggio, valorizzandone al massimo le testimonianze: In America the high people teach the poor people not to be afraid, bui in Italy in my timc anyway, and I think xurw too the poor people didn't dare look in the faces of the high peonie; (p. 41) j e più avanti : After living hi America I was not afraid to talk to the rich Ip. 118)'; o ancora: e America! The country -whcre everyone could fimi work! Where wagus were so high no one had lo go hiingry! Where ali men were free and equal and where cren the poor could orni land fp. 16-1). C'è dunque una sìa pure istintiva presa di coscienza, ed e buffo vedere come essa modifichi la prassi soprattutto nei normali rapporti individuali, quelli della vita di tutti i giorni, all'epoca del primo ritorno in Italia (Italia! We were in Italy agami I could talk to everyone! And X waMi't afraid now that I carne from America. " Will you please help me with my little boy? **, I said to the irainman as we changed traine in Turin. I didn't rcally need help bui I wanted to ask for somcihiug * 'p. 188); ma è attraverso momenti di questo tipo etite Hoea comincia a collocarsi io una dimensione totalmente nuova, e alla fine di questo procèsso sopravviveranno dei sentimenti dell umile donna di Bugiamo la fede nei miracoli e la sincerità del sentire.
La lettura del testo è- risultata non solo divertente per certo stile naif che la anima e che non appare affatto artificioso - - alcune locuzioni e costruzioni sintattiche inglesi rivelano una stretta parentela con la lingua d'origino ~- ma anche stimolante preziosa perche ci ha spinto ad alcune considerazioni dì carattere più generale, o meglio ad avvalorare delle opinioni preesistenti alla lettura stessa, fatte ovviamente le debite sostanziali riserve. Quelle campagne ohe nelle speranze di qualche teorico del XIX secolo e nelle ricostruzioni di alcuni storici del XX secolo dovevano misto-