Rassegna storica del Risorgimento
DE CAESARIS DOMENICO CARTE; DE CAESARIS (FAMIGLIA) CARTE
anno
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1972
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pagina
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292
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e
dire un potenziale rivoluzionario pronto ad esplodere Bolo che si pensasse a dar fu oc alla miccia appaiono invece da questa lettura sottomesse è. prive di lanci; quei con-ladini sui quali taluno pensava si potesse fare tanto affidamento mancano di una co scienza e di una maturità politiche quali che siano, o per lo meno non hanno una coscienza politica orientata nel senso che si auspicherebbe. E siamo nella Lombardia postunitaria, una regione all'avanguardia tra tutte le altre italiane. Come si poteva sperare di operare efficacemente su un materiale umano così grigio ed informe, con un senso della immutabilità del sistema sociale cosi rigido e con un attaccamento alla religione tradizionale tanto profondo? È evidente, in una situazione storica del genere, rutto il dramma del divario tra la relativa maturità teorica di una classe politica,, estremamente ridotta, e l'impreparazione penosa delle masse, saldamente vincolate a!d. una formazione meglio sarebbe dire malformazione che impone l'accettazione passiva della realtà comunque essa si atteggi. A questo livello di politicizza-rione lruiuca forma di rivolta possibile è quella della jacquerie, con tutto quel tanto che di negativo è implicito nel termine: la sterile insofferenza, il rifiuto anarcoide dello Stato è il punto più lontano al quale si spingono, e non accade sovente, i protagonisti delle memorie di Rosa. Questo almeno ci è parso il senso di uno d'egli episodi ricordati, quello delle educande che vanno in Svizzera a comprar viveri per poi introdurli di contrabbando in Italia secondo le istruzioni ricevute dalle suore (pp. 91*92). Docilità e arrendevolezza, questi i connotati salienti dei personaggi del volume. Eppure si tratta di gente sottoposta dalle strutture sociali ed economiche del tempo ad una pressione schiacciante. La rigidità dei rapporti sociali ha un parallèlo evidente e consequenziale nei metodi che governano il mondo del lavoro, un mondo che sì edifica lentamente sfruttando nella maniera più spietata ed autoritaria quelle forze di lavoro che un mercato non legato da controlli né umanitari né giuridici métte generosamente a disposizione. Le lunghe pagine dedicate alla descrizione dello condizioni di lavoro nelle filande e nei filatoi sono, nella loro primitiva semplicità, di una drammaticità impressionante e offrono taluni ragguagli sui connotati originari di certa mentalità capitalistica, o paleocapitalistica, settentrionale che non si stenta a ritenere sinceri. I ricordi di Rosa illuminano così non solo e non tanto la zona limitala della formazione del carattere individuale, quanto alcune situazioni ed alcuni rapporti di interesse generale: dalla colpevole assenza di un Governo ancora impreparato ad assumersi simili responsabilità, alla tendenza, allora più che mai tipica della classe imprenditoriale, a comprimere al massimo i costi della manodopera per allargare i margini di guadagno, all'alleanza infine tra capitalismo, un capitalismo sia pure in fasce, e istituzioni religiose, alleanza che nel volume trova il suo simbolo nelle ripetute visite che gli imprenditori fanno nei conventi alilo scopo di reclutare una manodopera efficiente, docile e che sa già che in tanto viene accolta negli istituti religiosi, in quanto, al termine del periodo prefissato, dovrà seguire la sorte dì chi l'ha preceduta andando a lavorare la seta.
Sono questi degli stati di fatto che contengono nella loro stessa natura i principi del disfacimento, destinati noma sono ad esaurirsi per la loro irrazionalità più che per la: critica che personaggi come la Rosa del titolo avrebbero potuto; e saputo farne. Piuttosto dovrebbe far riflettere la conoscenza che abbiamo dei modi e dei tempi con i quali fenomeni come questi si sono conclusi o sono stali costretti a subire una trasformazione.
GIUSEPPE MONSACBATI.
FRANCESCO LEONI, Storia dei partiti politici italiani; Napoli, Guida, 1971, in 8", pp. 416.
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I partiti polì tiri rappresentano un fenomeno di grande rilievo nella vita di quei popoli che sì reggono con un regime democratico parlamentare: democratico non solo* di nome, ma perché garantisco il libero dibattito delle contrastanti idee, la libera formulazione di diversi programmi e la conseguente lineare azione. < I partiti corno