Rassegna storica del Risorgimento
DE CAESARIS DOMENICO CARTE; DE CAESARIS (FAMIGLIA) CARTE
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Libri e periodici
hi concludono queste pagine unente e serene taschino il desiderio di una tratta* zione più ampia che goda dello stesso non facile e non molto usalo privilegio dell'onestà e della serenità.
Forse tale trattazione non sarebbe soltanto un'opera di scienza, ma anche un'opera di. educazione che farebbe rivivere il passato con più verace conoscenza e con più umana coscienza* che contribuirebbe a farci più estranei alle menzoniere diatribe che ci assordano, olla gora dei vituperi che hanno fragore ed impeto di gragnola, e soprattutto a tenerci lontano dal mercato della malafede che ingombra l'area della politica, e ubo è un segno di paurosa miseria e di democrazia capovolta,
PIERO ZA MA
PIETRO BORZOMATI, / Giovani Cattolici nel Mezzogiorno d'Italia dall'unità al 2948; Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 1970, in 8", pp. 226. S.p.
Grazie ad una larga ed accurata esplorazione di materiale archivistico l'A. riesce a far luce largamente documentata su un aspetto particolare dell'organizzazione cattolica che incontra particolarissima riluttanza e non di rado resistenza nella struttura not ahi lare e clientelare della società clericomoderata meridionale semplicemente per inserirsi e sopravvivere con propri tratti distintivi nell'ambito di una generale tendenza al compromesso ed olla convergenza più o meno sottobanco delle forze sociali dirigenti post-unitarie. I giovani cattolici, allettando indipendenza dall'occhiuta sorveglianza episcopale, che il giurisdizionali.-mo borbonico e la sua degenerazione poliziesca ottocentesca avevano efficacemente sperimentato in funzione politica di sostegno all'autorità dello Stato ed ell'egemonia delle classi dominanti, sottraendosi in maniera spesso polemica all'ambito genericamente intransigente e temporalista dell'Opera dei Congressi, ai ponevano infatti come una forza sostanzialmente autonoma suscettibile d'imprevedibili sviluppi cosi nei confronti del laicismo borghese post-risorgimentale come del conservatorismo cattolico ad esso più volte affiancatosi in prospettiva di resistenza antipopolare quand ménte come infine, soprattutto e più significativamente, del clericalismo puro e semplice, dell'Internazionale nera, rigettata così spesso ai margini del sovversivismo e dell'oscurantismo tradizionali.
I giovani cattolici, viceversa, s'inseriscono nel pieno d'una società agricola a fondo mngico-superstizioso in cui il processo di scristianizzazione ha fatto obiettivamente possi da gigante nei decenni precedenti l'unità, malgrado l'apparente ed esteriore persistere di vistosissime pratiche devozionistiche di massa. Al di là dell'episcopato tardo borbonico fermo ad una battaglia di retroguardia e spesso reazionaria nei confronti dello Stato unitario, al di là della stessa impostazione neocolonialistica e psendomissio-noria che Pio X delinea con la massiccia indiscriminata immissione di prelati settentrionali nel Mezzogiorno paganeggiante, i giovani cattolici, o quanto meno i loro circoli che più prontamente e radicalmente riescono u liberarsi dall'ipoteca aristocratico* legi tri muta (ciò che non fu né agevole né frequente), superano la fase corporativa e pittoresca delle confraternite locali, definiscono prospettive organizzative a base interregionale 'tipico il convegno di Benevento dell'aprile 1908, nel quale a buon diritto l'A. sottolinea con forza il molo di protagonista del sacerdote cosentino Carlo De Cordona), si sottraggono a suggestioni episcopali pericolosamente prestigiose (l'A. fa cenno al Mazzetta arcivescovo di Rossano e questo rapportò avrebbe meritato un approfondimento, atteso il nolo autoritarismo nazionulisteggiante di quell'in Ihientissiino prelato), prospettano una dimensione propriamente religiosa delta questione meridionale, ormai assunta, alla vigilia della prima guerra mondiale, al centro delta problematica riformistica nazionale, fanno spesso saltare, con l'autonoma spregiudicatezza del loro atteggiamento politico, i retroscena più torbidamente clientelistici del patto Gcntiloni (tipici 1 oasi di Bitonlo e Benevento, dove la fronda della gioventù cattolica favorisce indirettamente Salvemini o fa eleggere il sociabifornrìaiu Basile).
L'ambito specialistico della rivista impedisce di soffermarsi sulle pagine introduttive, e sulla larga patte dell'appendice documentaria, che l'A. dedica alle relazioni tra la Gioventù Cattolica meridionale ed il fascismo, e, più tardi, il notabilato politico