Rassegna storica del Risorgimento

DE CAESARIS DOMENICO CARTE; DE CAESARIS (FAMIGLIA) CARTE
anno <1972>   pagina <294>
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Libri e periodici
hi concludono queste pagine unente e serene taschino il desiderio di una tratta* zione più ampia che goda dello stesso non facile e non molto usalo privilegio del­l'onestà e della serenità.
Forse tale trattazione non sarebbe soltanto un'opera di scienza, ma anche un'opera di. educazione che farebbe rivivere il passato con più verace conoscenza e con più umana coscienza* che contribuirebbe a farci più estranei alle menzoniere diatribe che ci assordano, olla gora dei vituperi che hanno fragore ed impeto di gragnola, e soprat­tutto a tenerci lontano dal mercato della malafede che ingombra l'area della politica, e ubo è un segno di paurosa miseria e di democrazia capovolta,
PIERO ZA MA
PIETRO BORZOMATI, / Giovani Cattolici nel Mezzogiorno d'Italia dall'unità al 2948; Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 1970, in 8", pp. 226. S.p.
Grazie ad una larga ed accurata esplorazione di materiale archivistico l'A. riesce a far luce largamente documentata su un aspetto particolare dell'organizzazione cat­tolica che incontra particolarissima riluttanza e non di rado resistenza nella struttura not ahi lare e clientelare della società clericomoderata meridionale semplicemente per inserirsi e sopravvivere con propri tratti distintivi nell'ambito di una generale ten­denza al compromesso ed olla convergenza più o meno sottobanco delle forze sociali dirigenti post-unitarie. I giovani cattolici, allettando indipendenza dall'occhiuta sor­veglianza episcopale, che il giurisdizionali.-mo borbonico e la sua degenerazione poli­ziesca ottocentesca avevano efficacemente sperimentato in funzione politica di sostegno all'autorità dello Stato ed ell'egemonia delle classi dominanti, sottraendosi in maniera spesso polemica all'ambito genericamente intransigente e temporalista dell'Opera dei Congressi, ai ponevano infatti come una forza sostanzialmente autonoma suscettibile d'imprevedibili sviluppi cosi nei confronti del laicismo borghese post-risorgimentale come del conservatorismo cattolico ad esso più volte affiancatosi in prospettiva di resistenza antipopolare quand ménte come infine, soprattutto e più significativamente, del clericalismo puro e semplice, dell'Internazionale nera, rigettata così spesso ai mar­gini del sovversivismo e dell'oscurantismo tradizionali.
I giovani cattolici, viceversa, s'inseriscono nel pieno d'una società agricola a fondo mngico-superstizioso in cui il processo di scristianizzazione ha fatto obiettivamente possi da gigante nei decenni precedenti l'unità, malgrado l'apparente ed esteriore per­sistere di vistosissime pratiche devozionistiche di massa. Al di là dell'episcopato tardo borbonico fermo ad una battaglia di retroguardia e spesso reazionaria nei confronti dello Stato unitario, al di là della stessa impostazione neocolonialistica e psendomissio-noria che Pio X delinea con la massiccia indiscriminata immissione di prelati setten­trionali nel Mezzogiorno paganeggiante, i giovani cattolici, o quanto meno i loro cir­coli che più prontamente e radicalmente riescono u liberarsi dall'ipoteca aristocratico* legi tri muta (ciò che non fu né agevole né frequente), superano la fase corporativa e pittoresca delle confraternite locali, definiscono prospettive organizzative a base inter­regionale 'tipico il convegno di Benevento dell'aprile 1908, nel quale a buon diritto l'A. sottolinea con forza il molo di protagonista del sacerdote cosentino Carlo De Cordona), si sottraggono a suggestioni episcopali pericolosamente prestigiose (l'A. fa cenno al Mazzetta arcivescovo di Rossano e questo rapportò avrebbe meritato un approfondimento, atteso il nolo autoritarismo nazionulisteggiante di quell'in Ihientissiino prelato), prospettano una dimensione propriamente religiosa delta questione meridio­nale, ormai assunta, alla vigilia della prima guerra mondiale, al centro delta proble­matica riformistica nazionale, fanno spesso saltare, con l'autonoma spregiudicatezza del loro atteggiamento politico, i retroscena più torbidamente clientelistici del patto Gcntiloni (tipici 1 oasi di Bitonlo e Benevento, dove la fronda della gioventù cattolica favorisce indirettamente Salvemini o fa eleggere il sociabifornrìaiu Basile).
L'ambito specialistico della rivista impedisce di soffermarsi sulle pagine intro­duttive, e sulla larga patte dell'appendice documentaria, che l'A. dedica alle relazioni tra la Gioventù Cattolica meridionale ed il fascismo, e, più tardi, il notabilato politico