Rassegna storica del Risorgimento

DE CAESARIS DOMENICO CARTE; DE CAESARIS (FAMIGLIA) CARTE
anno <1972>   pagina <295>
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Libri e periodici
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democristiano. Importa comunque sottolineare il persistere di una situazione di prc-carietà e di tensione che gli osservatori più avvertiti e penetranti, da Emilio Colombo a Paolo Brezzi, rilevano e spesso denunziano con forza, una sensazione d'isolamento rispetto alle gerarchie del regime ed a quelle della Chiesa (quando non addirittura di sabotaggio) rispetto alla quale le coscienze cattoliche più vigorose ed indipendenti si ribellano, fino a sfiorare l'accusa di modernismo, come il pugliese Antonio Marino* o di demagogisnio, come il cilentono Giuseppe Beale. È una pagina ardua e sfumata di storia della società e del costume, insomma, quella che FA. ci tratteggia eon ampio sussidio documentario, una pagina che non dissolve le sue ombre con l'avvento della democrazia repubblicana, e che perciò va assiduamente ancora indagata nelle sue remote e complesse scaturigini ambientali meridionali.
RAFFAELE COMPIETRA
ROMOLO MURRI, Carteggio. Voi. II, Lettere a Murri ]908, a cura di LORENZO BEDESCHI; Roma, Ediz. di Storia e Letteratura, 1971, in 8, pp. 304. L. 7.000.
Fedele ai suoi impegni che talvolta diventano le armi della sua fervida battaglia combattuta prevalentemente nel terreno politico e sociale, Lorenzo Bedeschi fa seguire questo secondo volume al primo del quale già abbiamo fatto parola nel fascicolo 11 Aprile-Giugno 1971 di questa Rassegna, a pp. 328-329. E questo richiamo non è superfluo anche perché nella Premessa che figura nelle prime pagine di quel volume, viene data notizia delle vicende occorse a tutto il carteggio murriano.
Qui, raggruppate in ciascuno dei dodici mesi, vengono pubblicate le lettere che ebbero vita nel 1908, Fanno come scrive lo stesso Bedeschi nell'ampia ed animata Introduzione l'anno di vaste trasformazioni nella morfologia economico-sociale del paese I... che] avviano adeguamenti ideologici nelle correnti politiche a carattere popolare .
In questo tempo compare la schiera degli implacabili ed impietriti Di Budini, Bava Beccaria e PeDoux, ed entrano in ballo il Merlino, il Loria ed il Graziadei, e si leva a volo l'ala riformista, mentre in campo cattolico timidamente si raduna il primo convegno democratico-cristiano di Genova.
Timidamente; ed è ben detto, poiché difficilmente si può sfuggire all'impressione he quel raduno fosse quasi ignorato in quei giorni, mentre nei giorni nostri - cose che succedono non mancano coloro che fanno di quel convegno un pilastro di moderne costruzioni e quindi un capitolo fondamentale nella storia dei movimenti attuali.
Comunque queste lettere del '98 sono documenti per la storia, e poiché vengono presentati con somma cura, e corredati a pie di pagina con note informative esatte, concrete e chiare che lasciano allo studioso piena libertà di interpretazione, va data al compilatore incondizionata lode.
Le 297 lettere dei 150 corrispondenti (cifra approssimativa che comprende anche lo stesso Murri con sei preziose lettere dirette a Giuseppe Toniolo) ci fanno vera-tn ente-sentire il clima politico-sociale di quell'anno che come ognuno sa ha avuto un particolare significato, ed Ita esercitato un'influenza notevole sulla vita e quindi sugli avvenimenti di fine secolo ed oltre. E sono quanto mai utili le sintesi ie li potrebbero chiamare introduzioni) che vengono premesse di mese in mese a cia­scuno dei dodici gruppi di lettere, e che si riferiscono a fatti ed a personaggi che j per cosi dire appartengono a quel mese.
Dobbiamo tener conto che fra quei corrispondenti figurano uomini che per le loco idealità, per la loro concretezza nell'operare, per la passione politica o per il fervore religioso hanno tuttora diritto di essere ascoltati più di quanto non sia acca­duto nel loro tempo. Limitandoci e ricordare alcuni dui corrispondenti che ebbero più frequenti rapporti epistolari col Murri, citiamo Giuseppe Micheli uno dei pio­nieri delle idee d'allora, Franco Invreo uno dei più fervidi collaboratori inaiemo con Luigi Caififtotti di Chiusimi), Gennaro Avelie la cui purezza ed ardore traspaiono anche da qiieele lettere, e Giuseppe Melloni che è particolarmente vicino al non fortunato