Rassegna storica del Risorgimento

DE CAESARIS DOMENICO CARTE; DE CAESARIS (FAMIGLIA) CARTE
anno <1972>   pagina <310>
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Vita dell'Istituto
con multi suoi amici carbonari come Ini, una Lega Europea, che ebbe propaggini anche in Puglia. 11 Mazzioua fu sottoposto al giudizio della Corte marziale e condan­nato a morte con ventiquattro aderenti alla Lega, mentre altri nove erano condannati all'ergastolo. Giustino Fortunato scrisse su di Ini die nessun nomo ha mai serbato innanzi ai giudici più alta la dignità del cittadino . La sentenza Fu eseguita sul posto a Calvello, ove il Mazziotta morì da eroe. questo episodio è senza dubbio una elo­quente conferma dello spirito europeistico che la Carboneria aveva- instillato, nei suoi iscritti. Resta da vedere in che cosa realmente consistesse questo europeismo di cent oc inquanfanni fa; ma basta comunque il titolo di Lega Europea a dare un par­ticolare crisma a questo tentativo dovuto alla vecchia Carboneria, che in Italia era sorta come è noto - - nel nostro Sud, ma che già allargava i I suo respiro a tutta l'Europa, compresa la Russia.
Mazzini esercitò la sua critica contro la Carboneria, compresa la meridionale, e contro il Parlamento napoletano del 1820-21, ma egli evidentemente scrisse su infor­mazioni non controllate o addirittura infondate. Una copiosissima documentazione comprova che quasi tutti gli intellettuali dei vari Stati europei aderivano alla Carbo­neria e si conobbero e intesero fra loro ad opera della Carboneria, che ebbe cosi centinaia di migliaia di iscritti, i quali tutti credevano nella rigenerazione dei popoli e nella nuova libera Europa. Peraltro anche i moti del Cilento del 1828, che rivela­rono altre tempre eroiche, quali il canonico De Luca e ì fratèlli Capezzoli furono dovuti a idealità che andavano oltre i nostri confini, e tendevano a fini generali di riscossa contro tutte le tirannie, nel nome di Dìo liberatore dei popoli oppressi. Su questo terreno, fecondato dalla Carboneria lungo i decenni, germogliò - - ha continuato il Viterbo la Giovine Europa di Mazzini, e questo dinamico movimento giova­nile preluse alla grande rivoluzione del 1848: l'Italia, ancora in catene, veniva cosi a trovarsi realmente alla testa di tutta la gioventù,, ribelle contro il vecchio mondo in decomposizione. Era, in altri termini, un sostanziale Primato mazziniano, che anti­cipava di alcuni anni il famoso volume di Gioberti. Le idealità del 1848 rivissero in gran parte ha detto il presidente Viterbo - - in quelle della prima guerra mondiale, nella quale, quasi per un ritorno di fiamma, le accese speranze dei popoli europei furono fondamentalmente le stesse: liberarsi delle vecchie strutture, raccogliere ogni popolo nelle sue frontiere naturali e creare le basi di una grande ed operante solida­rietà continentale. Ma si andò incontro, come tutti sanno, a nuove laceranti delusioni.
Oggi il centenario di Mazzini si celebra all'insegna dell'Europa unità; ma, come già disse in un volume che fa testo il suo biografo Grifiìtb, il Profeta della nuova Europa è lui, Mazzini, e l'assioma fondamentale di questa nuova Europa ha con­cluso il prof. Viterbo tra i generali consensi è la unificazione e Io effettiva libera zione dell'Europa, non già divisa tra popoli egemoni e popoli mancipi, ma stretta e muta in un. irresistibile moto di solidarietà fra le genti e di giustizia sociale.
Altra adunanza il consiglio direttivo del Comitato ha dedicato al rendiconto, dato dal preside prof. Leverò, sulla diffusione del volume Terra di Bari ùlVaurora del RU sorgi mento. Quindi il direttore dell'Archivio di Stato, dott. Di Bari, ha riferito sul Convegno svoltosi a Napoli per una mostra meridionale di cimeli mazziniani, da organizzarci nei prossimi mesi. Hanno partecipato all'animata discussione ili Sovrinten­dente scolastico interregionale prof. De Ruggero, il prof. Coniglio dell'Università di Bar], SI generale De Meo, la prof. Trerotoli-Adami, il dott. Àlessandrelli, il dott. Crudo e il doti. Colellu. il quale ultimo, a proposito di Mazzini e della repubblica romana, ha ricordato un carme in latino del prof, Tosti-Caldarelli.
11 presidente prof. Viterbo ha poi accennato al secondo centenario della nascita di Emanuele De Deo e allo iniziative in cono per celebrarlo degnamente. Ha quindi commemorato coti commossa parola il vice-presidente dell'Istillilo, prof. Nino Cortese, spentosi a Napoli, ricordando la sua opera di storico insigne, tra i maggiori del nostro Mezzogiorno, e di proci uro docente dell'Uni vernila di Napoli. 11 Comitato non di­menticherà - - ba soggiunto - - il validissimo apporto da Lui offerto a congressi e con­vegni svoltisi dal 19S8 in poi nella nostro Bari, L'assembleo, levatosi in piedi, ha reso maggio alla memoria di Nino Cortese. Il presidente ha anche ricordato gli storici