Rassegna storica del Risorgimento

DE CAESARIS DOMENICO CARTE; DE CAESARIS (FAMIGLIA) CARTE
anno <1972>   pagina <311>
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Vita dell'Istituto
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spentisi negli tilt imi tempi : Saverio Cilibrfzzi, Niccolò Rodo lieo* Gioacchino Vólpe, Ga­briele Pope, ed ha hiviulu un saltilo alia memoria doli aw. Girlo De Donato, del prof. Vito Felice Cassano, dell'aw. Enrico Berti, presidente del Comitato di Livorno, e del giornalista e scrittore .Nicola Pascuzio. Il generale Pascuzio, fratello dell'cAtinio, ha rin­graziato por la famiglia. Il presidente ha, olla fine dell'adunanza, espresso i voli augu­rali del Comitato al prof. Mario Sansone, per il suo collocamento a riposo.
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CATANIA. - H 18 gennaio n.s. l'attività del Comitato nel 1972 è stata inaugurata con una conferenza del presidente, prof. Vittorio F rosi ni, su Gaetano Mosca e il Risorgimento . L'oratore ha tracciato un chiaro e acuto profilo dello studioso di scienze politiche; siciliano Gaetano Mosca che, da Palermo, dov'era nato nel 1858, passò alla cattedra di Torino e occupò varie cariche amministrative e politiche fra cui quella di sottosegretario nel gabinetto di Salandra. Mosca ha detto il prof. Frosini si può considerare, per l'originalità e la perenne attualità della sua confezione, per la profondità del suo pensiero, per l'eccezionale acume, come un altro Machiavelli italiano, del quale egli supera e quasi annulla la teoria sostenendo che il potere è sempre dete­nuto in qualunque tipo di Stato, autoritario o democratico, monarchico o repubblicano, da una ristretta élite che domina sulla grande massa. LA sua dirittura morale, la sua coe­renza tuttavia lo misero al bando della dittatura fascista, per cui i suoi famosi artì­coli sul < Corriere della sera , oggi ripubblicati in un'antologia, dopo il 1925 non ap­parvero più, fino alla sua morte avvenuta trentanni fa, nel 1941.
TI 10 marzo nell'aula magna della facoltà di Giurisprudenza, per iniziativa con­giunta dell'associazione mazziniana italiana e del nostro Comitato, i professori Enzo Sciacca. Francesco Scinto e Mario Sipala, hanno parlato su : t Politica, religione, lette­ratura in Giuseppe Mazzini .
Dopo un'introduzione del prof. Mario Condorelli, ha preso la parola il prof. Enzo Setacea, il quale ha esordito rilevando che il problema delle fonti del pensiero politico di Mazzini non è stato adeguatamente affrontato dalla storiografia italiana. L'oratore ha, quindi, proseguito tracciando Vi ter della formulazione politica del grande patriota, dall'influenza del Saint-Simon, ai contatti, in Inghilterra, coi movimenti socia-listi e conscguente riorganizzazione della Giovine Italia. Fu, poi, la volta dell'in­fluenza di Foirrier e di Bnchez che portò alla fondazione dell" Apostolato popolare , su cui il grande esule pubblicò alcuni tra i suoi scritti più importami sulla questione sociale. L'oratore .ha concluso descrivendo l'impegno politico e sociale di Mazzini dn-rante la Repubblica romana.
Secondo oratore è stato il prof. Francesco Scinto, che ha messo in rilievo la grande apertura verso la religione del futuro che dominava Mazzini, combattendo, in nome dell'idea del progresso il vecchio dommutismo e la superstizione. L'oratore ha continuato parlando della carica profetica che anima le più. entusiastiche pagine reli­giose del grande genovese. Esse consociano ancora oggi un valore attuale ha con­cluso 0 prof. Scruto perché possono contribuire a preservare hi cultura dagli scogli del domaiaiii-mo e dalle Becche della politicizzazione della vite morale.
Ultimo oratore ò stato il prof. Mario Sipala, il quale si è soffermato su alcune tesi particolarmente utili per dimostrare lo stretto rapporto di interdipondenza che per Maz­zini esistette tra letteratura e politico. L'oratore ha, quindi, parlato della scoperta del senso della patria .maturato bt Mazzini sulle pagine di Dante, e del grande interesse che egli ebbe per le opere ài Foscolo, mentre diverso fu il suo atteggiamento nei con­fronti del Machiavelli che considerò solo un rappresentante della realti del suo tempo, non un profeta di tempi futuri. Il prof. Sipala ba concluso illustrando In tesi mazzi­niana di una letteratura europea già Jniravifciu agli inizi del secolo diciannovesimo, e l'influenza che gli schemi mazziniani esercitarono sul De Sancii, il quale a sua volta.