Rassegna storica del Risorgimento

DE CAESARIS DOMENICO CARTE; DE CAESARIS (FAMIGLIA) CARTE
anno <1972>   pagina <316>
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Vita (lelVfstituto
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ROMA. - Tjl Segretario generale deirioiitnio ita pafl.-iio il 4 giugno, su iniziativa del Circolo Mario Fani del Lido di Roma sai tomai Un nomo nella Moria: Giu­seppe Mazzini ,
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TERNI. In occasione del centenario della morte di Giuseppe Mazzini, l'avv. Mario Bigotti, presidente del nostro comitato, ha parlato sol teme Giuseppe Maz-jrini - - questioni storiografiche' ed interprèiazicnj-*;.. H salone di rappresentanza della Camera di Commercio era gremito di pubblico, soprattutto professori, studenti, pro­fessionisti. Stano anche presenti le maggiori autorità della provincia, il prefetto dot-tor Li Gotti, il vite prefetto dottor Monetti, il colonnello dei carabinieri, il questore.
11 professor Borzomati, dell'Università, di Sal-ernoj 'ha presentato l5oratore. Ha preso, quindi la parola Mario Bigotti il quale ha ripercorse il complessò cammino spirituale del grande patriota, mettendone in luce e interprotandone i momenti più significativi. L'oratore ha ricordato come in nn momento tragico per la nostra patria, il 1944, dai microfoni della radio di Napoli appena liberata, un maestro della storio­grafia, Adolfo Omodeo, rivolse un appello agli italiani nel nome del grande ligure: Ritorno a Mazzini . Dall'altro lato del fronte, a Firenze ancora occupata dai Tedeschi, un altro eminente studioso, Giovanni Gentile, pubblicava una nuova edizione dal suo libro ciT profeti del Risorgimento , in cui il Mazzini era visto come il sostenitore di uno Stato forte ed accentratoro, più o meno precursore di quella esperienza politica che si andava spegnendo nella sanguinosa tragedia della disfatta. È evidente, ha notato Forato re. che la vera natura del mondo politico e spirituale mazziniano è colta dal-rOmodeo [e prima di Ini dal De Sanctis il quale indica esattamente nel Mazzini l'apostolo deltldea di nazione e non deinidèà di Statò* il propugnatore di valori morali che durante lunghi anni erano stati dimenticati dagli Italiani e che, nel momento della tragedia, tornavano prepotentemente d'attualità.
Illustrando l'ideologia politica mazziniana, l'oratore ne ha messo in risalto l'as­soluta compattezza, sicché essa può essere accettata o rifiutata soltanto in blocco; ma mai discussa nei particolari, mai accolta o respinta soltanto in patte. Essa si basa soprattutto su una forma di religione che è ancora di difficile caratterizzazione. Si tratta, ri è chiesto l'oratore, di deismo o di teismo, o di un'altra forma ancora di religiosità? È difficile rispondere. Certo è che Mazzini, opponendosi polemicamente alla ragione illuministicn, basa la sua azione politica su una componente spirituale che trova nel: eenBeUo ,.oH: :dowere - il ao: .amclao' centrale. Dovere inteso come imi pegno morale, come coerenza e rigore ideologico, assoluti ed irrinunciabili, senza pos­sibilità di arcomodomenti, di compromessi, di squallidi patteggiamenti, qualunque possa essere il prezzo da pagare. Da qui nasce l'accusa dì dogmatismo, tante volte e da tante parti rivolta al Mazzini, e da qui nasce anche l'assoluto isolamento di lui negli ultimi anni.
Dopo aver scosso lo coscienze popolari in Italia ed in Europa, dopo aver posto le bari del movimento operaio con lo tanto leghe mazziniane, il gronde ligure si vide soppiantato dal Marx, che sostituì ai < doveri i più comodi diritti e abe presenta la vita e la storia non come ricerca di una fruttifera collaborazione sullo base di mia reciproca ricerca ed affermazione di doveri, ma come spietata lotta fra ie classi. Ma la grandezza del Mazzini, li perdurare della validità del suo pensiero, sta nell'avere affermoto patentemente e inesorabilmente, anche a costo dell'isolamento degli ultimi anni, l'assoluta irrinunciabiiita ai valori dello spirito ni di sopra; di ogni por valida rivendirazione economica, l'errore di considerare la storia e la vita come campo esclusivo di econtri materialistici.
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Il 27 marzo UÀ ri è svolto il X degli Incontri di Studio promossi dal Comitato nella Sala di Apollo e Dafne (g.c.) nella Biblioteca Comunale,