Rassegna storica del Risorgimento
L'AURORA ENRICO MICHELE
anno
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1972
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pagina
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326
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326 Sergio Sassoli
mette tra gli ideali politici di L'Aurora, non va oltre l'esigenza di una ini* precisata perequazione, ma senza la proposta di soluzioni radicali.
Franco Catalano attribuisce a L'Aurora una mediazione tra Rousseau e Voltaire, tra l'utopismo sentimentale dell'uno e l'illuminismo enciclopedico dell'altro,r una mediazione spontanea, senza preoccupazioni razionalistiche. La concezione della storia umana dei L'Aurora introdurrebbe nelle utopie settecentesche, tutte segnate dal concetto di staticità, una idea di svolgimento e l'acquisizione di una meta ultima: l'età dell'oro, senza pericoli di ricadere nell'anarchia. E tale, rileva il Catalano, è pure il carattere di gran parte del pensiero politico del 1800, da Hegel a Mazzini, a Marx, per i quali il futuro e prossimo regno di felicità è anche la definitiva ed ultima acquisizione della umanità rigenerata.
Questo giudizio e questo raffronto è condotto con finezza ed è influenzato da un'ampia conoscenza ideologica, ma appare sproporzionato al reale significato storico e culturale dell'esperienza giacobina di un L'Aurora.
Ci è sembrato perciò non inopportuna una revisione critica di questi recenti giudizi storiografici.
Per la -biografia di . M. L'Aurora è indicativo il carteggio di Lui con il Direttorio di Francia.2) In esso L'Aurora dà molte notizie della sua vita, della cui veridicità abbiamo tuttavia seri motivi di dubitare ma anche per questo, e forse proprio per questo, chiaramente indicative.
Egli si lamenta con ossessionante insistenza della perdita subita dai suoi avi ad opera dei Farnese prima e dei papi poi del Ducato di Castro e Ronciglione. Ci troviamo di fronte a strabilianti e fantasiosi racconti che si vogliono suffragati perfino da una documentazione storica risalente all'imperatore Ottone I e attestanti il suo buon diritto a possedere il ducato di Castro e Ronciglione, di cui fermamente egli intende ritornare principe. 3>
t) P. CATALANO, Illuministi e Giacobini del Settecento Italiano, Milano-Varese, 1959, p. 195 e sgg.
2) Paria. Archi ve* dot affaire étrangères, Corfesp. polii.; Rome, 926, C. 321. Debbo lo conoscenza iti mesto carteggio alla cortesia del prof. Vittorio E. Giumella, che me ne ha fatto leggere le licnscrixioni.
3) Il Cantimorì (Utopisti e Riformatori italiani, cil., p. 55) fa un rapido cenno circa il carteggio con il Direttorio di Francia del L*Aurora e circa le sue rivendica-rioni dei territori di Cestro e Ronciglione. Trattandosi tuttavia da parte del Cantimorì solo di rapidi cenni, vale la -pena di esaminare più diretta monte l'argomento.
Joseph Do Teli nel MIO Rome, Naples et le Dtrectoìre. Armistices et Tratte* 1796-97 (Bari*, 1902) parla di un progetto del Delaeroix per un trattato di pace da concludere con il papa, presentato al Direttorio il 6 agosto 1796.
All'art. 2 dogli articoli separati e segreti previsti por dotto trattato ri dice: Le Pape renonee tant pour lui (pie pour vos suoceseeurs, mix duchèa de Ferrare, da Castro ed Ronciglione, et do Benevenl (à Bologne et UH Bologne-/, aitisi qu'à la partie de la