Rassegna storica del Risorgimento

LANDRIEUX GIOVANNI ; NAPOLEONE I
anno <1914>   pagina <508>
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SP* 0. Ih Belletti
et qui continuerà àìes remplir prèa les troupes a elieval de Pavantgarde i éioè il nostro Landrieux. Quest'avanguardia, mo~ bilissima, doveva fare da battistrada al grosso dell'esercito. Tutto aveva Bonaparte predisposto per la rapida esecuzione del suo piano, il 23 maggio a Kilmaine mandò l'ordine di partire, con tutta Pavan. guardia, alle quattro del'mattino successivo, da Lodi per Soncinoj ai generali Massena, Mesnard, Augereau, Serrurier e Berthier mandò altri ordini.8 E sebbene ila dal 2 maggio si fossero manifestata i primi segni di ribellione in Milano, e fossero succeduti dei tumulti in Pia-zza del Duomo e a Porta Ticinese, pure Bonaparte la mat­tina del 24 maggio volle partire per Lodi. Tl.-era appena arrivato, si può dire, ebe ricevette un corriere dal gen. Despinois, il quale lo informava dei gravi tumulti scoppiati a Milano è .a Pavia. Con quel suo intuito rapido e sicuro, che lo distingueva, il gen. Bona­parte decise, lì per lì, di recarsi subito a reprìmere in persona l'insurrezione in sul nascere, ma, nello stesso tempo, decise anche di non sospendere l'avanzata dell'esercito contro gli Austriaci; ed affidò a BertUier ed agli altri divisionari l'esecuzione del piano già fissato. STè Berthier, quindi, uè Kilmaine ebbero; a muoversi dal loro posto di combattimento, per recarsi a reprimere l'insurrezione di Pavia. Landrieux, invece, vorrebbe dare ad intendere, che i ge­nerali Kilmaine e Berthier parteciparono alla repressione di que­sta insurrezione j e che, anzi, il gen. Kilmaine, discorrendo con lui sulla strada di Pavia, stigmatizzò la vergognosa condotta del gen. Bonaparte, causa prima della insuiTezioney Jtifèrirò testual­mente le parole di Landrieux: Arri ve sur laroutede Pavie.Vi jè reneontrai le 7a de hussardsj ffia3é et le '* de ehasseurs à chevai, ; a. leur tète les generatilo Kilmaine, DalUmagne et Qwyeuso * * -. qui ótadent venus en grande nate de Lodi.., Kll- maìne me dit... Il était bien décide, quant à lui, d'écrire ce qui se passait en Italie au general Beurnonville, afin qu'il fit imprimer sa lettre,ai'le pìrectoire ne faisait pas enlever et fu- siller Voiem pillarti qu'il wm ovali donne Gomme chej, lequel <i ne savait quo mire perir des soldats, rediger des proclamations mensongères et ravager le pays... l'armée ftanealsè; n'étaìt pas
J corr. Imp.,n. 466, Milano, 20 maggio 1796. Cfflc* anche MÀSBEHA, loe. eif. s Oorr. JJmj?., nn. 480,. 481 e 488.