Rassegna storica del Risorgimento

L'AURORA ENRICO MICHELE
anno <1972>   pagina <329>
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Appunti su Enrico Michele VAurora 329
De Felice interpreta come una testimonianza precisa su cui si possa fidare nella valutazione della caratterizzazione politica e sociale dell'ala estrema del giacobinismo italiano. ''
L'Aurora mostra ora maggiore riserva verso il Bonaparte: Durante che Bonaparte era un povero militare, durante che l'incertitudine della guerra gli occultava i dubbiosi eventi dell'avvenire; durante che doveva garantirsi dal nemico, Bonaparte si condusse da modesto, da patrioto e da uomo virtuoso; dal momento che la fortuna coronò i suoi progressi, dal momento che le ricchezze offuscarono la sua mente, Bonaparte non fu più quell'uomo che sempre si era dimostrato . 2>
Ma il voltafaccia di Bonaparte non significa per il L'Aurora un volta­faccia della Francia. Se Bonaparte tradisce la rivoluzione, non per questo la rivoluzione muore. I principi professati dal governo rivoluzionario sem­brano offuscati, ma non per questo è diminuita la spinta rivoluzionaria della Francia. Evidentemente al L'Aurora sfugge il vero significato della reazione di Termidoro. E perfino la fiducia verso il Bonaparte, se è scossa, non è del tutto spenta. Egli spera ancora .che si possa ricreare quell'efficace clima di alleanza tra il generale ed i patrioti italiani, che si era in un primo tempo stabilito. Quanto al suo progetto in trentadue articoli per sbandire la mendicità ed i poveri esso è certamente generoso e sincero, -ma è anche profondamente ingenuo ed irreale.3)
Quanto al discorso che L'Aurora pronunciò il 22 fruttidoro 1797 Un repubblicano che fu nobile ai ex nobili di Milano, ''' va notata la sua fiducia che il popolo, ed in questo caso il popolo di Milano, voglia effettivamente sacrificarsi per ila causa della libertà. Di qui nasce la sua accusa ai nobili milanesi di tenersi in disparte nel momento in cui la causa rivoluzionaria si avviava al trionfo. Ma appare evidente come il L'Aurora cozzi contro un muro di ostinato scetticismo, alimentato dal fatto che l'Austria anche quando
) Giacobini italiani, cit., voi. II, p. 557.
9 Giacobini italiani, cit., voi. II, p. 479.
3) All'art. V di detti progetto si dice: Tosti) il computo del mendichi sarà fatto. le municipalità esamineranno il loro numero e li collocheranno nel corso della giornata in uno o più vasti conventi od edificij essi saranno chiamati la famiglia na­zionale >. All'allestimento dei conventi, onde essi siano abitabili dal mendichi, contri­buiranno essenzialmente i ricchi, i quali dovranno anche contribuire al loro manteni­mento, come sì dice nell'art. XIII. Si procurerà inoltre di trovare il lavoro per gli ap­partenenti alla cFamiglia nazionale > come dall'art. XXVI. E concludiamo con l'art. XXXI Le a ut uri ti costituite, civili e militari, la guardia nazionale e tutti i catta* dini in generale visiteranno continuamente le osse pubbliche ove soggiorneranno le famiglie nazionali (...) e non permettere ne tollerare che veruno cbJegga lemosina fa* rendo arrestare immediatamente il mendicante e farlo condurre alla casa della famiglia nazionale con la riserva di non salire al passeggio per sei mesi dì tempo .
>) E. M, L'AURORA, Un repubblicano che fu nobile ai ex nobili di Milano, Milano, Bolzani, 1796 (Risi, in Giacobini italiani, voi. Il, cit., pp. 387-397).