Rassegna storica del Risorgimento

L'AURORA ENRICO MICHELE
anno <1972>   pagina <331>
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Appunti su Enrico Michele L'Aurora 331
La sfiducia del L'Aurora nei confronti del Clero è totale. Egli vorrebbe restringere gli ecclesiastici in una sorta di clandestinità ufficiale.i}
Del maggiore scritto di . M. L'Aurora All'Italia nelle tenebre l'Aurora porta la luce J c'è da dire che è Tunica opera del L'Aurora di cui si siano occupati il Cantiruori ed il Catalano. Il titolo dell'opera, nel suo ovvio doppio senso, è indicativo anch'esso della personalità dell'autore.
L'Aurora sente fortemente la dialettica di tenebre e di luce e in que­sta concezione manichea della realtà l'autore non esita ad inserire vigo­rosamente se stesso. La fede del L'Aurora nella rinascita dell'Italia tocca toni appassionati in una 'visione apocalittica della realtà italiana: Misera Italia, o Italia afflitta! Mira il tao popolo disperso, il governo soggiogato, le leggi distratte, le scienze occulte, l'arti declinando, il commercio estinto; e perfino te o Nazione, abbattuta e vilipesa: scuotiti, Italia, si scuotiti, dico e odi un cittadino che, computo dei tuoi mali, ti da avvisi tanto utili che saggi .3> Ma le disgrazie dell'Italia hanno per il L'Aurora una causa pre­cisa: la religione cattolica. Fu l'oppressione e la dominazione da essa eser­citata sugli Italiani a determinare la loro rovinosa decadenza. Questa sin­tomatologia della rovina d'Italia, cautamente intesa, può trovare concordi quanti reputano negativa per lo sviluppo civile dell'Italia l'atmosfera con­troriformistica che su di essa a suo tempo si stese. Tuttavia il L'Aurora non pare riferirsi allo spirito controriformistico quando attacca la religione cattolica; la sua è una critica radicale e totale dei fondamenti stessi su cui si basa quella religione; la classe sacerdotale italiana è considerata alla stregua di una setta cupida di potere e desiderosa di mantenerlo a dispetto della pace. Si è parlato spesso a proposito del L'Aurora di entusiasmo, di appassionato fervore, di slanci generosi e sinceri, ma bisogna pur dire che la personale valutazione che il giacobino italiano fa della rivoluzione di Francia fu anche la probabile matrice di non pochi suoi vaneggiamenti. Egli ingigantisce se stesso: nello scorrere tumultuoso degli avvenimenti di quegli anni egli pone continuamente in primo piano il suo pensiero, la sua azione; i suoi consigli e la sua analisi sono, a suo dire, indispensabili per
1) Si penti all'art. 28 e C-li ecclesiastici dovranno abitare, mangiari!, dormire, e soggiornare giorno e noue negli accennati edifìci, non salendo giammai fuori, eccet­tuate le ore degli Uffici della Chiesa , e, oltre agli art. 29, 31, 33, all'art. 37 1 Sacer­doti saliti Inori della Città per prendere aria non potranno andare nei passeggi pub­blici, passeggeranno ne' luoghi separati e solitari, non potendo conversari* con veruno dei Cittadini d'ambi i sessi, né di qualunque età . Seguendo (piesti dettami, secondo E, M. L'Aurora, IH religione r-ristiona tornerà ad essere intesa nella sua purezza ed i sacerdoti ne saranno i veri ministri.
2) E. M. L'AURORA, All'Italin nella tenèbre l'Aurora porto la luce. Riflessioni filosofiche e morali, documenti ed avvisi all'Italia; sistema nuovo mai trattato prima tanta dagU antichi, che dai moderni scrittori, Milano, Pogliuni, 1796.
3) E. M, L'AURORA, All'Italia nelle tenebre..., rit., p. 5.