Rassegna storica del Risorgimento
STORIOGRAFIA ITALIA
anno
<
1972
>
pagina
<
333
>
RASSEGNE, DISCUSSIONI E VARIETÀ
STORICI ITALIANI IN PROSPETTIVA EUROPEA
1. Questo volume, che raccoglie quattordici ritratti storiografici del nostro tempo (Historians of modem Europe, edited by Hans A. Schmitt, Louisiana Stale University Press, Baton Rouge, 1971, pp. XVHI-338), presenta per i lettori italiani nn duplice interesse: di contenuto e di metodo. Di contenuto, perché dei quattordici autori esaminati (sette appartenenti alle Prospettive angloamericane e sette alle Prospettive continentali , nelle due parti in cui si divide il volume), quattro (sui sette continentali ) sono italiani: Omodeo, Salvemini, Chabod e Volpe, ai quali vengono perciò dedicate complessivamente 115 pagine, vale a dire un terzo del libro. Di metodo, perché ognuno dei medaglioni comprési nella raccolta consiste in una piccola biografia mentale, ricostruita in contrappunto con le vicende di vita vissuta dall'autore; non dunque ritratti di libri, ma di uomini; secondo uno stile d'indagine, che in Italia viene consentito solo in occasione di necrologi. E in quanto al primo punto, questa è senza dubbio un riconoscimento significativo ed autorevole dell'importanza assunta dalla storiografia italiana contemporanea nella prospettiva > della cultura occidentale, di qua e di là dell'Atlantico; ma nella scelta dei soggetti di trattazione è forse anche da vedere una forma di omaggio particolare rivolto allo storico, cui è dedicata la presente raccolta, S. "William Halperin, studioso della più recente storia del nostro Paese, dalla Questione romana alla diplomazia di Visconti-Venosta e all'Italia del regime fascista. (Il suo nome, come ricorderanno i lettori, è tornato sulle pagine di queste Rassegna nell'articolo di Ennio Di Nolfo su Austria e Roma nel 2870, nel fase. HI del 1971). E in quanto al secondo punto, sollecitato come sono dall'argomento, consentano i lettori che io accenni al particolare pathos, che il libro ha avuto per me, e che spero valga a giustificare il fatto, che proprio io me ne occupi, pur non avendo l'autorità professionale richiesta. La lettura del libro, infatti, ha costituito per me un viaggio a ritroso nella memoria di un tempo vissuto: fra gli storici considerati nella prima parte, ho ritrovato i nomi di autori e di opere, che rappresentarono per me un verde pascolo di lettura nella Oxford degli anni '50 (e uno di loro, A. J. P. Taylor, sedeva alla high table dello stesso Magdalen College, dove io sedevo alla loto table degli studenti); fra gli Storici della seconda parte, quelli italiani (che ho già menzionati) furono, per me venuto dalla lontana provincia istriana a studiare alla Scuola Normale Superiore nella Pisa degli anni '40, autentica rivelazione di luminosi orizzonti culturali; e i loro libri, letti allora con furente passione dì scoperta intellettuale, non li bo ancora dimenticati. Perciò oggi ne scrivo, per informare i lettori della Rassegna, limitandomi peraltro a riferire solo sui capitoli concernenti gli autori italiani, in conformità al preciso àmbito di interessi della Ras-segna, lì sommario del volume in questione è comunque il seguente. Esso si apre con una InlroducHon del curatore, Hans A. Schmitt, che è in verità un profilo biografico e mentale di S. W. Halperin, e che perciò appartiene di diritto (se non di fatto tipografico) alla prima parte del libro, Anglo-American