Rassegna storica del Risorgimento

STORIOGRAFIA ITALIA
anno <1972>   pagina <337>
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Stolidi italiani in prospettiva europea 337
ziosi acquisti, che mi dovevano servire non già a preparare gli esami, ma a nutrire il mio spirito, a lare di me un Italiano colto e cosciente della storia della propria nazione, di cui quei libri tracciavano grandiosi episodi di un'auto-biografia collettiva.
6. Quattro storici italiani, contemporanei e diversi fra loro: un polit­tico, dove in ogni pannello è ritratto uno di essi a figura intera, sullo sfondo di un paesaggio comune, che lì accoglie nella stessa prospettiva: il paesaggio della storia europea nella prima metà di questo secolo, percorsa dalle strisce rosse e fumose delle due guerre mondiali; sono stati, certo, i nostri storici più rappresentativi di quel tempo, a parte Benedetto Croce (il quale fa parte per se stesso) e senza considerare gli storici ancora viventi e operanti. La ragione, per cui essi si sono imposti all'attenzione degli stranieri, è altresì da cercarsi nel fatto, che tutt'e quattro furono genuinamente italiani nel loro tempera­mento, ognuno a suo modo, dal fosco siciliano al montanaro sereno; e tutt'e quattro furono, nei loro interessi di ricerca, nella loro consuetudine di studi, nella loro stessa dimensione intellettuale, nomini autenticamente europei. Ogni lettore, anche di lingua straniera all'Italia, leggerà con interesse queste pagine, che gli restituiscono intere le immagini di una cultura familiare, di cui può sentirsi partecipe. Omodeo, con i suoi studi su Calvino e sulla cultura francese nell'età della restaurazione; Salvemini, con il suo libro sulla rivoluzione fran­cese; Chabod, con le sue storie sull'idea di nazione e sull'idea di Europa; essi non appartengono solamente all'Italia. Volpe è il più. nazionalista , senza però essere provinciale (e sia pure, d'una provincia europea), conforme del resto al carattere dominante dello storico. tutt'e quattro sono stati, oltre che indagatori del passato (anche assai remoto, come in certi studi religiosi di Omodeo), anche storici, e cioè interpreti e testimoni, dell'età contemporanea, persino delle questioni più brucianti; e questo dimostra, che per loro la storia era non un'occupazione professionale, ma una vocazione dello spirito, era l'esi­genza di comunicare con l'umanità.
VITTORIO FROSONI
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