Rassegna storica del Risorgimento

GUERRA DEL 1848-1849; GUERRA DEL 1859; GUERRA DEL 1866; MILLE (
anno <1972>   pagina <350>
immagine non disponibile

350
Alberto Montesoro
parere, le conclusioni mi deve giungere chiunque legga e rifletta attentamente sugli scritti dea più fieri, acuii ed equilibrati storici militari dei nostri tempi a cominciare da Luigi Montimi, Edoardo Scala, Piero Pieri e, risalendo indietro nel tempo, al Baalico, al Yacea-Maggiolini, al Bobbio, al Maravigna, fino al Pollio.*) Anche il noto scrittore marxista Roberto Battaglia mi pare che, in sostanza, fosse della stessa opinione, come risalta dalla sua interessante coma­ri w-azione fatta al II Convegno di studi gramsciani tenutosi nel marzo 1960 a Roma sul tema Esercito e unità nazionale *2)
Per quanto generalmente riguarda le deficienze, i difetti e gli errori vari lamentati sia nel campo politico, sia in quello militare, mi pare che una contro­prova veramente illuminante sia stata fornita dalla Prussia e dal suo esercito. La Prussia, non soltanto ebbe la fortuna di disporre, per tutto il tempo del suo sforzo di unificazione della Germania, di un grande uomo politico come il Bismank e di un eminente capo militare come il Moltke, ma andò anche esente da quella grave decadenza dell'arte militare che abbiamo visto essersi mani­festata in genere negli altri Stati ed eserciti europei.
Nella Prussia, infatti, assunsero decisiva importanza vari fattori fra i quali ricorderemo: la pace di cui godette dal 1815 al 1864, che permise la forma zione di un ambiente propizio alla meditazione e allo studio; la persistenza della migliore tradizione militare federiciana, unito al ricordo, ognora ben vivo, delle ultime, vittoriose campagne contro Napoleone; il clima nazionale, favorevolissimo agli studi militari, che allora si diffusero ampiamente, anche nel­l'ambito civile, ed ebbero fra i principali argomenti le campagne del grande nemico ammirato, però, per la sua somma arte di condottiero; la presenza del­l'antica, gloriosa Accademia di guerra di Berlino, fondata fin dal 1765 dal grande Federico H, in cui il sapere militare si affinava per irradiare la sua luce vivificante nell'esercito. Essa fu diretta dal 1818 al 1830 dal sommo teo­rico dell'arte militare Carlo von Clausewitz, che ebbe per allievo il generale Moltke, Puno e l'altro profondi e iBuminati studiosi di Napoleone.
Per tutto questo lo studio ddParte militare in Prussia prosperò e salì ad aia fastigi, mentre, in parallelo, si realizzava una intelligente e seria prepara, rione alla guerra del paese e dell'esercito. Frutto di tutto ciò furono le clamo, rose vittorie del 1866, e del 1870 che pesarono tanto sul destino dell'Europa e misero in chiara luce le qualità fondamentali per le quali l'esercito prussiano era nettamente superiore agli altri e ben meritevole, quindi, di quelle vittorie. In detto esercito, erano assai diffuse e in grado levato, nei comandanti in ge­nere, a cominciare da quello supremo, il Moltke, autorità indiscussa, forte carat-tere, alto capacità strategica e tattica, qualità che venivano esaltate dalla colla-borazione efficace di Stati Maggiori ben preparati e attivamente funzionanti. Nei quadri vi era notevole unità di dottrina, disciplina delle intelligenze, affiatamento, spirito di cooperarione sul campo di battaglia, iniziativa, volontà di vincere a ogni coBto, qualità queste corroborate, in ogni combattente, da slan-
t) MI TiferJwo partìcolormenle alle seguenti opere: EfrWBB BASTICO, Uevoluxione del?arte della guerra, Firenze, 1929 particolarmente volumi II e III; ARTURO VACCA-MACGioumv La guerra nei secoli eh.; EMUJO BOBBIO, La guerra e il suo sviluppo sto­rico Torino, 192; PIETRO MABAVICWA, Storia deWarto militare moderna, Torino, 1926, voLffl; AtBBRTO Pomo, Crntoza (1866), Vf odi*., Roma, Libreria dello Stato, 1935.
*) In Problemi dell'imita d'Italia, Atti del II Convegno di studi gramsciani, Roma, 1962, np. 879495.