Rassegna storica del Risorgimento
PERUGIA STORIA 1859
anno
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1972
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pagina
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356
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356 Romano Ugolini
Nazionale Romano, un ordine scritto da Roma era all'origine del saccheggio di Perugia. Dal 22 al 30 giugno, di fronte alle continue notizie provenienti da Perugia sulle enormità commesse dagli Svizzeri, parte degli esuli perugini avevano in una certa misura modificato il loro giudizio sulle cause del saccheggio e avevano rivolto le loro accuse contro Schmid, ritenuto colpevole di essersi piegato alla volontà delle truppe già lungo la marcia di avvicinamento, al fine di conservare la disciplina dei soldati almeno fino alle mura di Perugia. Mai furono fatte supposizioni circa un ordine in proposito partito da Roma, e anche quando tale eventualità venne formulata dal Comitato Nazionale Romano, esuli perugini e governo toscano la accolsero con beneficio d'inventario: l'ex Giunta omise anche il più piccolo accenno al riguardo quando, il 2 luglio, fece uscire un opuscolo sull'insurrezione perugina '' e il Monitore Toscano, il giorno dopo, pubblicò il manifesto ma Botto ogni riserbo .
Il 30 giugno il Giornale di Roma si era affrettato a smentire il documento Mazio definendolo una maligna invenzione v e sembrava che anche tale smentita avesse avuto successo nello sminuire a Firenze l'attendibilità di quell'ordine.
Il 6 luglio, però, il documento apparve su L'Opinione senza che alcuna riserva sminuisse l'efficacia della pubblicazione. Cavour, che di quel giornale era il uon tanto segreto ispiratore, aveva compreso il testo del documento romano e hi sua importanza nell'economia di una iniziativa tesa a far diventare stragi di Perugia gli avvenimenti del 20 giugno nella città umbra. Che le truppe pontificie abbiano ucciso e saccheggialo con o senza il permesso di Schmid si era detto Cavour non faceva notizia politica ; la Svizzera era troppo debole bersaglio in quel momento. Più politico era ed infatti fu che le accuse per ciò che era avvenuto a Perugia si appuntassero direttamente sul governo pontificio e che questo fosse mostrato a diplomazia ed opinione pubblica come l'unico responsabile delle stragi. La guida politica di Cavour diede il le a tutta una vasta campagna pubblicistica che dalle stragi e dall'ordine di saccheggio trasse lo spunto per attaccare il governo papale e, in sede europea, per togliergli i residui appoggi di cui ancora godeva.
Ma al di fuori della polemica condotta contro Roma, esisteva effettivamente un ordine di saccheggio? La Santa Sede come abbiamo visto tramite il suo giornale ufficioso si era affrettata a smentirlo, ma senza ottenere apprezzabili risultati. L'ordine di Mazio fu ritenuto vero e non fu messo in dubbio neanche quando, col passar del tempo e con l'attenuarsi della spinta polemica contro la Santa Sede, la rivelazione del Comitato Nazionale Romano poteva essere esaminala con occhi più obiettivi. Tutte le opere sulle stragi lo dettero sempre come fatto sicuro basti pensare ai lavori della Roncella e di Begli Azzi2) e se qualche dubbio rimaneva nella mente degli autori, come
continuata da quella di Giuseppe La Fatina, voi. I, parte H: Dalla conferenza di Plombleres al trattato di Vienna 1866, Milano, Guigoni, 1896, p. 295 in nota; GIUSEPPE LETI, Roma e lo Stato pontificio dal 1849 ni 1870 Note di storia politica, Roma, Unione editrice, 1909, voi. I, p. 365; GIOBTINUNO DECM Azzt, op. cit., p. 34 in nota.
J) ha Insurrezione di Perugia Reiasione della Giunta di Governo Provvisorio con documenti, Firenze, Torelli, 1859.
2) ROSY RONOBAA, Nuovi documenti sulle stragi di Perugia del 20 giugno 2859, in Archiviò storico del Risorgimento umbro, e. HI (1907), fase. H-TU, pp. 50*111; a. TV (1908), fase TMU, pp. 127-143 e 183-205. GIUSTINIANO DBCU Azzt, op. eli.