Rassegna storica del Risorgimento
PERUGIA STORIA 1859
anno
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1972
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pagina
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358
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358 Romano Ugolini
Le differenze testuali con il documento diffuso a Roma il 29 giugno 1859 tono molte ma non tali da alterare il senso dello scritto originale di Mario ') ciò va detto ad onore dell'ignoto funzionario del Ministero delle Anni che, dopo averlo frettolosamente copiato, consegnò l'ordine ai suoi amici del Comi* tato Nazionale Romano. Tuttavia, l'esistenza di un ordine di saccheggio e di * decapitazione pena quest'ultima che la giustizia pontificia riservava ai rei di delitti comuni spiega solo in parte la giornata del 20 giugno perugino; se è importante sapere che le licenze cui si abbandonarono le truppe pontificie erano state autorizzate da Roma, altrettanto importante è individuare il perché di quell'ordine così severo. Un aiuto in ciò ci viene dato da una nota che appare sotto il documento da noi trovato:
Monaci scrive che è stato il consigliere del tedesco Sclimit (sic!) pel saccheggio di Perugia, e perciò dimanda a Mario, e ad AntoneUi un compenso anch'esso, come l'ha ottenuto Smitt (sic!) coll'essere slato fatto generale.
Monari era il Sotto-Intendente militare presso il I reggimento estero e l'autore di un rapporto sugli avvenimenti del 20 giugno, anch'esso finito in copia a Firenze per vie traverse.2) H fatto che Monari chiedesse un compenso per quanto aveva latto a Perugia ci fa datare l'arrivo del documento alla Segreteria di Stato tra i primi di luglio e il 5 agosto, giorno in cui Monari fu decorato con la Commenda dell'ordine di San Gregorio Magno (in effetti, come vedremo, il periodo deve essere ristretto alla prima decade di luglio).
Perché parliamo di un arrivo del documento alla Segreteria di Stato? Come mai AntoneUi lo ha richiesto al Ministero delle Armi? Cerchiamo di dare una spiegazione.
Il 12 giugno era insorta Bologna, seguita, nel breve volgere di poche ore da buona parte delle Legazioni. Il card. AntoneUi non rimase certo sorpreso neU'apprendere la notizia, conoscendo per esperienza l'ingovernabilità deUe Legazioni ed, inoltre, l'agitazione creatasi aUo scoppio della guerra aU'Austria. Ciò che lo preoccupava era che l'insurrezione uscisse dai confini deUe Legazioni. Avendo saputo che si temevano movimenti anche nelle Marche e nell'Umbria, U card. AntoneUi convocò per il mezzogiorno del 14 giugno U Sosti* tuto Ministro delle Armi aUa Segreteria di Stato, in modo da concertare un piano d'azione per l'esercito pontificio; All'una giunse da Perugia il telegramma di Giordani recando la notizia dell'ormai avvenuta insurrezione;*-il dispaccio, con ogni probabilità, fu subito portato nella sala in cui AntoneUi e Mazio discutevano ancora sul da farsi. La novità preoccupò profondamente i due uomini: un movimento rivoluzionario che si fosse allargato a tutta l'Umbria avrebbe portato alla perdita dei contatti con il grosso deH'esercito pontificio, dislocato nelle Legazioni e nelle. Marche, e, in pratica, a lasciare Roma
) Molte M>no anche le differenze - - sempre comunque di poco conto con le lezioni riportate da Zini, Zolli. Leti e Dogli Ae (rimandiamo alla nota 4, p, 355 per le indicazioni monografiche).
2) Il rapporto Monari è pubblicato in numerose opere. Per tutte LUIGI ZINI, op. cft., voi. IL parte II: Documenti, pp. 199-205.
3) In une lettera del 14 giugno, Mazio confermava ad AntoneUi la sua presenza all'appuntamento. A.S.V., Segreteria di Stato, 1860, B. 165, fase. 20.
) A.S.Vn Segreteria di Stato, 1859, R. 165, fase. 64.