Rassegna storica del Risorgimento
PERUGIA STORIA 1859
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1972
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indifesa alla mercé del partilo piemontese>. A questo ponto il card. Anto-nelli decise di giocare il tutto per tutto: diede disposizioni di sguarnire completamente Roma* lasciata alle sole truppe francesi, e di inviare a Perugia 1 ultimo reggimento ancora disponibile quello del col. Schmid con l'intento sia di riprendere la città, sia di mantenere i contatti con le Marche. Il Segretario dì Slato, inoltre, dovette dare disposizione a Mazio di consegnare a Schmid un foglio d'ordini severissimo, in modo che con la lezione data a Perugia si scoraggiassero altre città a seguire l'esempio delle Legazioni e di Perugia stessa. Ritornalo nel suo ufficio. Mazio stese il testo degli ordini, te* nendo presente e seguendo fedelmente le istruzioni dategli dal card. Antonella e lo consegnò a Schmid al momento della partenza di questo per Perugia.
La notìzia della presa dì Perugia e, poche ore dopo, l'altra buona notìzia del ritorno delle Marche alla tranquillità, confortarono Antonelli della bontà delle decisioni prese. L'euforia del Segretario di Stato durò fino al 24 giugno, quando Stockton, ambasciatore statunitense a Roma, gli inviò una energica nota di protesta per il trattamento riservato alla famiglia Perkins dai soldati ponti* ficì a Perugia.()
La nota diplomatica indicava che le notìzie sulle stragi che apparivano sui giornali toscani e piemontesi non dovevano essere solo il frutto di un'astiosa polemica dei piemontesi per aver visto distrutta una trama rivoluzionaria ordita da tempo; di conseguenza, il cardinale chiese pressantemente a Perugia delucidazioni su quanto era avvenuto.2)
Il 29 giugno vi furono, come abbiamo visto, le rivelazioni del Comitato Nazionale Romano. Sorpreso dalle dimensioni che l' affare di Perugia stava assumendo ed impreparato a reagire, il card. Antonelli fece immediatamente smentire, a buon conto, la notìzia, ma nel contempo reiterò a Perugia la richiesta di chiarimenti e domandò al Ministero delle Armi copia degli ordini effettivamente dati a Schmid. Questa è l'origine del documento in nostro possesso, e sia le abbreviazioni che si ritrovano nel testo dell'ordine, sia la postilla su Monari rientrano nella abitudine di organi governativi che si scambiano od inviano informazioni.
Non crediamo che possano esistere ancora dubbi sull'esistenza di un ordine di saccheggio per la presa di Perugia del 20 giugno 1859. In effetti, la parola saccheggio non esiste nelle disposizioni di Mazio: essa è però contenuta implicitamente nel testo e il candido segretario del Ministero delle Armi che ne fece copia per il card. Antonelli non usò certo eufemismi nel descrivere, nella postilla, i meriti > rii Monari nella giornata del 20 giugno. Machiavelli forse non l'avrà mai detto, ma certo sia Antonelli, sia Mazio devono aver pensato il 14 giugno che in quel caso il fine giustificava i mezzi.
ROMANO UGOLINI
>) HARRY NELSOIY GAY, uri. /.., pp. 147*148. 2) Ibidem, pp. 154-157.