Rassegna storica del Risorgimento

FALANGE SACRA; MAZZINIANESIMO
anno <1972>   pagina <367>
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La q Faltwge Sacra 367
Ma per Mazzini il periodo dell'azione legale è finito con Aspromonte ed e già cominciato quello dell'azione extra-legale: una volta intrapresa questa VM non e e più, tempo da perdere, né ai può tornare indietro. Io non posso retro­cedere scrive a Beriani -, e distruggere un lavoro iniziato ch'è anche con­seguenza logica della mia Dichiarazione.
D'altra parte, intendo esservi unito, a meno che non ripigliale il grido di Vittorio Emanuele, nel qual caso ognuno farà da sé. Resti dunque inteso: Che io continuo l'ordinamento segreto, puramente repubblicano, limitandomi a or­dinare quei ohe accettano... deliberatamente la mia bandiera; Che lascio a voi il resto, cioè quanto potete accozzare Botto bandiera neutra; Che do per regola a' miei di seguirvi e aiutarvi in qualunque organizzazione o agitazione pub­blica o d'altro genere; Che considero quindi la mia organizzasione come uno di quei corpi che s'ordinano distìnti, scelti, in un grande esercito. Ma pronti ad agire in un disegno comune; Che se mai ordinerete l'Associazione come s'era intesa, inanellerò i miei come formanti il secondo grado, a seconda del primo disegno .l)
Altro elemento di contrasto è costituito dall'atteggiamento di Alberto Ma­rio che accostatosi alle posizioni del federalismo di Cattaneo dichiara la sua netta-opposizione al programma mazziniano, annunciando che per lui il metodo è mutato .2) A quel programma sostituisce il suo, basato sui principi di Associazione, libertà, suffragio universale, nazione armata, unità; in cui, anteponendo la libertà al raggiungimento dell'unità, capovolge il principio maz­ziniano Unità prima, Libertà poi . Al pari del Maestro neanche egli crede che l'Italia possa essere fatta dalla monarchia, ma ritiene dal suo canto che sarà fatta dalla Libertà che significa rivoluzione, che significa forza .3)
Con le idee di Mario concordano gli altri componenti del Comitato to­scano del partilo, e in articolar modo Mazzoni e Dolfi. Costoro, come pure Bertoni, De Boni e Crispi sono inoltre in aperto dissidio personale con Mazzini che accusano di volersi imporre come un dittatore. 4> Ad essi Mazzini risponde amareggiato: ...Secondo me, voi, Alberto, tutti, sbagliate la questione. Perché l'Italia non noi, badate: noi non facemmo che cedere a forza maggiore cercò l'Unità monarchica, cioè l'Unità scompagnata dalla Libertà, voi, ora, fan­ciullescamente reagendo, cercate la Libertà scompagnata dall'Unità. Non l'avrete. La libertà si merita. E il meritarla, quando s'ha la vergogna dello straniero in casa, sta nel cacciarlo. Per rovesciare la Monarchia, bisogna provare coi fatti al paese che la monarchia non può né vuole dargli Venezia e Roma. E per questo bisogna mettere la monarchia di fronte all'azione... Convinto di questo, io vi chiedeva la dittatura non d'un uomo ma d'un programma .5)
Poi è la volta di Andrea Giannelli: È un errore separare la Libertà e
) ./., voi. LXXHI, pp. 140.141.
2) Ibidem.
i) Dalla lettera ai suoi elettori di Modico del febbraio 1863.
4) S.E.Z., voi. LXXIII, p. 159; lettera a Matilda Biggs: In Italia stiamo attraver­sando una crisi derisiva : ogni cosa ha bisogno di ossurc riorganizzata e io devo com­piere la cosa più difficile di tutte, lavorare cioè se possibile - la Londra, d'ac­cordo con ì principali patrioti, Bertoni, Mario e altri nove o dicci in Italia che pro­mettono, disfanno, cambiano, deviano e non fanno che affermare cho io voglio domi­nare come un Dittatore per la ragione che non agiscono perfettamenete come loro.
5) SJSJt voi. LXXIII, pp. 372.375; lettera 0 Maraoni.