Rassegna storica del Risorgimento
FALANGE SACRA; MAZZINIANESIMO
anno
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1972
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Nando Sei/i
distintosi tra i Mille e ad Aspromonte. > Allineilo il Partito, in un momento così decisivo e delicato, mostri finalmente un fronte compatto e chiarezza di idee, propone a Libertini, Lemmi, Mosto, Nicotera, Acerbi, di formare un Centro d'Azione > che si occupi di lavorare nel Napoletano, nell'esercito, nel Veneto e per la raccolta di fondi.3) Ma, come sempre, i suoi ripetuti tentativi* i continui appelli all'unità, cadono nel vuoto.
Garibaldi, in parte perché costretto all'inattività nell'isola di Caprera a causa della ferita sofferta ad Aspromonte, ma soprattutto per la solita diffidenza e discordanza di vedute che caratterizza ormai da tempo i suoi rapporti con Mazzini, non collabora come l'Esule vorrebbe. La presenza del generale è invece indispensabile perché i patrioti del Veneto e del Trentino si convincano a muoversi, e questa esigenza Bezzi la espone chiaramente al Maestro: Ve lo abbiamo detto e ve lo replichiamo: senza Garibaldi non si può far niente a meno che non si mova l'Ungheria .3) Mazzini non può far altro che deplorare questa idolatria che fa dipendere dalla salute d'un uomo, qualunque ei siasi, l'adempimento d'un dovere patrio , '') e intanto cerca di convincere i principali esponenti del partito che l'intervento di Garibaldi si avrà sicuramente quando ogni cosa sarà pronta,5) prospettando loro un accordo che l'evidenza dei fatti smentisce da sola: l'esistenza di due Casse distinte per raccogliere i fondi necessari all'azione (Mosto è cassiere per conto di Mazzini, Lemmi per conto di Garibaldi), l'invio di nomini fuori d'Italia in azioni che oltre tutto si rivelano dispersive e sterili (come è il caso di Guerzoni e Bruzzesi che si recano a Costantinopoli su incarico del generale allo scopo di organizzarvi una spedizione di soccorso per i Polacchi in rivolta) sono gli aspetti più appariscenti di nn contrasto che talvolta sfocia in una sorta di concorrenza .
Non meno discorde si presenta il campo più strettamente repubblicano, turbato dalle non certo marginali divergenze che, al loro interno, scuotono i vari Comitati, da quello genovese,6) a quello fiorentino,7) a quello siciliano.8) 4 Sono scorato scrive Mazzini a Giannelli il 20 febbraio del 1863 . Il no* Siro campo è smembrato, e senza rimedio. Gli uni pretendono aver prima la repubblica... Gli altri gridano libertà e libertà soltanto, e creano più sempre l'indisciplina d'un Partito che deve essere combattente... Gli altri organizzano sottoscrizioni per la Polonia, misere, inutili ad essa e che accumulate invece per una azione italiana potrebbero conchiudere a qualche cosa. Qualche altro
*) Anche Bezzi aveva partecipato all'impresa del '60; conosciuto poi nel *62 Mazzini, per la sua dedizione all'opera di unità e all'idea repubblicana, se ne era subito acquistata l'assoluta fiducia, ed era emirato a far parte della Falange Sacra. Su Bezzi,: G. LOCA.TKU.I-MU.ESI, Ergisto Bezzi. TI Poema di una vita, Milano, Sonzo-gno, 19vv
à) M>- voi. LXXIV, p. 379.
3) S.EJ, voi. LXXIV, p. 272; lettera a Bezzi del 13 giugno '63.
) Ibidem p. 273.
5) Lettera a Bezzi del 21 maggio '63: Vedrete che quando potremo dire a Garibaldi : " Si almo pronti " Jo avremo. L'azione lo domina. S.E.I., voi. LXXIV, p. 231.
*) Nel maggio del '63 Mazzini scrive a Quadrio: Vedo il pasticcio di Genova... I nostri non sono capaci di disciplina né di disegno... Coraggio fisico, desiderio d'azione, e mancanza di coscienza Italiana caratterizzano i nostri migliori . S.E./.. voi LXXIV, pp. 193-194.
1) Vedere lettera del 21 aprile 1863 a Giannelli; SJU., voL LXXIV, p. 167 e sgg.
*) Vedere lettera a Frisili del 10 marzo '63; .S.L, voi. LXXIV, pp. 92.93.