Rassegna storica del Risorgimento
FALANGE SACRA; MAZZINIANESIMO
anno
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1972
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375
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spende ancora per tentatavi impossibili sa Roma. Ciascuno fa da sé. Quindi agitazioni impotenti...
Non v'è che una cosa ili farsi per aiutare la Polonia e la libertà; rendere Europeo il moto: far guerra all'Austria, agir sul Veneto.
u Partito dovrebbe concentrarsi, organizzarsi, avere un disegno determinato ... non disperdere né un soldo né un nomo . ')
Non c'è da meravigliarsi, quindi, che perdurando questo stato di cose a nulla di positivo riesca il Comitato Centrale Unitario , creato nel dicembre .del '63 per coordinare le iniziative rivoluzionarie nel Veneto. Ad esso aderiscono sia Garibaldi, sia Mazzini (quest'ultimo si dimostra però piuttosto scettico sull'effettiva opportunità di questo Comitato)2) ed ha come membri Cai-roli. Bezzi, Manci, Mosto, Nicotera, Lemmi e Chiassi. Ben presto si rivela praticamente incapace non solo di coordinare il moto italiano ad uno più generale, europeo, ma anche di organizzare una valida iniziativa nella Penisola, confermando il giudizio negativo espresso dall'Apostolo.
Intanto ai primi di aprile del 1863, Mazzini si porta da Londra a Lugano per essere più vicino al teatro dell'azione e poterla guidare più direttamente. Le circostanze non certo favorevoli (tra l'altro si ammala piuttosto gravemente) gli impongono, però, di camminare coi piedi di piombo, tanto più che non è affatto sicuro di essere seguito dalle popolazioni venete e trentine. Non intendo che debba farsi, senza probabilità di successo , scrive a Bezzi nell'aprile.3) L'azione viene così di volta in volta rimandata in attesa che si determinino le condizioni più adatte per agire con successo. Ma questa inattività pesa tremendamente su di Ini che avverte tutta l'urgenza del problema della Polonia insorta, e che da sola lotta eroicamente contro l'oppressore russo.*) Sempre estremamente sensibile alle sorti di quel popolo, più volte confessa di sentire la vergogna che pesa su noi Italiani se non aiutiamo la Polonia col nostro moto .5) E questa vergogna è ancora più pungente per lui, che già da tempo tiene contatti con i Comitati rivoluzionari di diversi paesi, per le promesse fatte loro di un'azione italiana in appoggio a quella polacca, e di contro per l'attività così frazionata e pressoché inefficace svolta in questo senso dal partito repubblicano.
Mazzini, comunque, è del parere che non si possa giungere ad avere il Veneto Senza l'appoggio dell'esercito regolare e quindi della monarchia; ed in questo clima si può capire come, durante il suo soggiorno luganese, si avvinto tra lui e il sovrano rapporti segreti sulla base del comune desiderio di liberare le terre irredente dall'Austria, considerata il principale nemico della libertà e dell'unità italiana. Le trattative si iniziano nell'aprile del '63 con la mediazione dell'ingegnere Demetrio Diamilla Mùller, e dopo un periodo di stasi vengono riprese intensamente nel novembre dello stesso anno, dopo il ritorno di Mazzini nel suo esilio londinese. Improntate alla massima lealtà e rispetto reciproco esse procedono serrate per vari mesi, fino al maggio del '64,
) S3m voi. LXWV, p. 40 e sgg.
2) Vedere lettera a Bertam del 20 novembre '63; Sd voi. LXXVI, p. 202 e egg.
35 S.EJ voi. LXXIV, p. 181.
4) L'insurrezione era scoppiata il 18 gennaio 1863.
5) Lettera a Bezzi deU'aprile del '63; SJÙ.L, voi. LXXIV, p. 181.
) Sogli sviluppi ormai noti di questi rapporti, vedere: Politica Segreta Italiana (1863-1870), Torino-Bontà, L. Boti e C. Editori, 1891, pp. 26-85.