Rassegna storica del Risorgimento

PRALORMO, CARLO GIUSEPPE BERAUDO DI ; MILANO ; GUERRA 1848-1849
anno <1920>   pagina <57>
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1LC0NTI8 DI HtALOKKO T5 LA PACE PI- MILANO 67
Suo primo pensiero fu di mettersi direttamente in corrispondenza col principe di Schwarzenberg, primo ministro dell' Imperatore, ri­tenendo, non a torto, che l'annunzio del suo nome avrebbe potuto avere qualche influenza sulle trattative da riprendere, se non altro come garanzia di serietà e di sincero buon volere, e che per riflesso se ne sa­rebbero risentite le nuove istruzioni al De Bruck ed il contegno del De-Bruck medesimo.
La cosa però non ebbe seguito.; anzi di questa intenzione del De Launay e del suo primo tradursi in atto con l'incarico formale dato al Pralormo, non si trova cenno presso alcun autore.
Glie le cose si siano svolte come più sopra è accennato, lo dimostra la lettera riportata in Appendice (1). Veramente non si tratta di una lettera, ma di una minuta incompleta, ritrovata negli archivi di Pra-lorlormo. Essa non porta data, ma l'epoca in cui fu scritta resta abba­stanza ben localizzata dal fatto che si parla di incarico avuto dal Be per mezzo di De Launay ministro degli Esteri, e che si tratta delle ne-gociations de la paix, si malheureusement interrompues à Milan. Dunque la minuta fu scritta dopo il 24 aprile e prima del 7 maggio, data quest'ultima, dell'avvento al potere del Ministero di Massimo d'Azeglio.
Comunque sia, è certo che l'idea di riprendere subito, per mezzo del Pralormo, le trattative per la pace, Xu presto abbandonata. Quale possa essere stata la causa di questa decisione negativa, è ora dimoile indagare, perchè tanto gli archivi, quanto le lettere familiari sono muti sull'argomento
Fu timore della scarsa popolarità di cui godeva l'ex-ministro presso i partiti che già accumulavano tanti motivi di sospetto contro il Governo?
Fu la stessa caduta del Ministero ohe annullò automaticamente una disposizione presa in articulo mortis f
Probabilmente le due cause concorsero in egual misura, ed altre ve ne furono che ora sfuggono. Ciò ohe vi è di positivo è che il Pra­lormo, con la stessa semplicità dignitosa con la quale era accorso al primo appello del Sovrano, ritornò pur allora ai suoi campi, dai quali doveva allontanarlo, tre mesi dopo, un invito di Massimo d'Azeglio identico a quello rivoltogli dal De Launay.
(1) Vedi Appendice n 1.