Rassegna storica del Risorgimento

FALANGE SACRA; MAZZINIANESIMO
anno <1972>   pagina <386>
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Nando Sevi
buoni avessero da un. anno preso sul serio il disegno finanziario ch'io proposi d'antico, un lavoro assiduo avrebbe potuto raggiungere la cifra di cento mila contribuenti un franco mensile: un milione e duecento mila franchi per anno...
Quell'ideale non sarà raggiunto mai. Il Partito è troppo poco pratico. Spìngiamo a ogni modo senza stancarci "il lavoro della Falange, e arrivi dove può scrive a Dagnino il 27 marzo '65;') e a Quadrio due mesi dopo: Non una Sezione della " Falange Sacra" ha dato conto di fondi, di quarta parte, di località ov'è diffusa o d'altro. Fuorché il malcontento, noi non an­diamo innanzi. Sta bene ciarlar di repubblica e ne ciarlo io pure; ma se pen­siamo che un bel mattino, senza mezzi, senza pretesto, senza disegno determi­nato, la proclameremo, sogniamo .2)
A Genova, fra i repubblicani, regna la confusione più completa. L'improv­visa morte di Savi, nel marzo del '65, già mette in grave crisi la Falange Sacra genovese. Viene infatti a mancare con lui l'in discusso e prestigioso capo del movimento operaio di quella città, colui che con grande zelo e fede nei suoi principi si adoperava per fare entrare numerosi gli operai nella Falange. G?è poi Mosto che, sempre nel marzo, si trova personalmente in brutte acque per questioni d'affari, e non può occuparsi regolarmente delle sue funzioni direttive nell'Associazione, La Direzione Centrale costituitasi pochi mesi prima e guidata da lui e Dagnino è, quindi, pressoché inattiva. Si forma cosi, nella città ligure, accanto a quello esistente, ma in contrasto con esso, un altro Comi­tato, di dissidenti.3) Questa situazione ali protrae per oltre due mesi, finché Mazzini, invitato da Quadrio a sanare il dissenso, propone l'impianto di un Comitato unico, formato da un rappresentante di quello vecchio, da un rappre­sentante dei dissidenti, e da un terzo nuovo ad ambi >,4) e raccomanda a Dagnino: Sommariamente, se, con qualche concessione, introducendo nel Co. mi tato qualcuno che piaccia ad essi o in altro modo, potete pacificare il dis­senso, fatelo. Ogni scissione è uno scandalo dannoso.
Se non credete, voi e Ant[onio],5> potere, lasciate allora che i dissidenti si costituiscano da sé e lavorino a modo loro. 0 adempiranno alle volute con­dizioni, e presto o tardi si riannetteranno, o non adempiranno alle norme della Circolare e io non avrò che fare con essi .6)
Intanto notizie di scissioni vengono anche da altre parti: In Ancona, scissioni della Falange; idem in Sicilia . 7> A Palermo, il 14 maggio del '65, si ha un tentativo di rivolta, al quale partecipano, accanto ad elementi borbo­nici e separatisti, alcuni giovani repubblicani. Sono perplesso commenta Mazzini per l'aspetto delle cose e per la confusione che panni vedere gua­dagnar terreno in Sicilia. badate che non parlo dell'assurdo tentativo del 14: parlo di dissensi in città di provincia... .8) Di fronte a questo stato di disgre-
t) SJW, voi. LXXX, p. 166.
2) Ibidem, p. 250.
3) Di questo Comitato non si sa niente di preciso; solo le ramali di due suoi esponenti: Cast. e K... Vedere S.E.1 voi. LXXX, pp. 158, 250, 264.
*) Ibidem, p. 255, lettera a Dagnino del 26 maggio '65.
3) Mosto, nel frattempo, vaporato il momento di difficoltà, è tornato a prendere porte attiva nel Comitato.
<) SÌ4 voi. LXXX, p. 256.
7) Ibidem, p. 264.
8) Ibidem, p. 292, lettera u Bugumico del 20 giugno.