Rassegna storica del Risorgimento

FALANGE SACRA; MAZZINIANESIMO
anno <1972>   pagina <393>
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La a Falange Sacra 393
Bezzi. Marconi e Frigerin. ') L'Assemblea di Parma si chiude, quindi. Renata aver raggiunto lo scopo voluto -da Mazzini (il ritorno all'unità d'azione nel Partito): anzi, lo tempestose vicende che precedono la guerra del '66 portano ad una scissione ancor più clamorosa tra Mazzini e... mazziniani, sul sempre scottante tema della partecipazione o meno ad essa dei repubblicani
Di una guerra a fianco della Prussia contro l'Austria già si parla da tempo, e la generale impressione che sia imminente fa convogliare sn di essa l'atten­zione degli aderenti ad ogni credo politico. Mazzini è sempre propenso ad appoggiare una guerra regia per il Veneto, pur tenendo a ribadire la sna asso-luta sfiducia nei confronti dell'attuale classe dirigente. La posta in palio fi destino della Nazione è troppo alta perché i repubblicani possano rimanere estranci; inoltre egli è del parere che l'astensione da un moto che trascina tutta l'Italia perde il Partito .2) Alle posizioni di Mazzini ai affiancano gli esponenti meno intransigenti del repubblicanesimo: Campanella ed il Dovere, Saffi, il Popolo d'Italia* Bezzi ed altri che non se la sentono di abbandonare il Paese in un momento cosi cruciale.
Quadrio, Brusco Onnis e Marc.ora. invece, esprimono pubblicamente 1 loro dissenso dal Maestro, in un articolo sull'Unità Italiana del 18 maggio, nel quale riaffermano, tra l'altro, la loro convinzione che soltanto una guerra, la cui origine, il cui fine, la cui direzione sieno evidentemente nazionali, può condurre a unità; e che alla Democrazia specialmente importa far sì che non si rinnovino all'Italia i funesti errori e i tremendi inganni del passato >; ma nonostante il dissenso su questo punto essi tengono a precisare noi ri­maniamo legati a lui, maestro, amico e fratello nel pensiero e nelle opere del Partito >. 3>
La rottura è così evitata, anche per l'atteggiamento conciliante assunto da Mazzini che dimostra rispetto e stima per le opinioni di questi uomini sempre a lui devoti; e nello stesso tempo cerca di convincerli che le rispettive posi­zioni, se considerate serenamente, non sono in realtà così contrastanti, anche perché il fine cui tendono tutti insieme... è lo stesso, La posizione da me mantenuta chiede a Quadrio e a Brusco in una lettera del 13 maggio è poi tanto lontana dalla vostra? . '
Il piano che Mazzini ha in mente ora, è in sostanza lo stesso di due anni prima: organizzazione di numerosi nuclei di volontari armati, i quali, iniziata la guerra, entrino subito in azione contro il nemico, inducendo il governo a lasciarli fare;5) qualora, poi, il governo non li accetti, essi si terranno pronti a muovere in caso di disfatta per salvare A paese con guerra di popolo; in caso di vittoria, per marciare con gli altri su Roma . Compiti particolari sono asse-
1) Frigerìo subentra al ponto di Campanella che, eletto, dichiara subito di non poter accettare. Per -una migliore informazione sul Congresso dì Parma, vedere: A. SCIROCCO, op. cit* pp. 321-323; nonché S.BJ., voi. LXXXII, pp. 4*100 passim: il reso­conto mlVUnilà Italiana del 30 aprile e del 10 maggio 1866.
2) SJ-, voi. LXXXII, p. 112.
3) Ibidem, PP- 112-113. *) Ibidem, pp. 129-130.
1 Con R. Decreto del 6 maggio '66 viene disposta la formazione del corpo dei volontari italiani per cooperare eoH'esercito regolore>, affidandone il comando a Garibaldi. H decreto limita, perà, il numero dei battaglioni da organizzai!, a venti. S.BJ voi. LXXXn, p. 121.