Rassegna storica del Risorgimento
FERRARI GIUSEPPE OPERE
anno
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1972
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pagina
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398
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EUROPA E CINA NELL'OPERA DI GIUSEPPE FERRARI
L'incontro tra la Cina e l'Occidente è ormai riconosciuto come l'avvenimento politico centrale dei nostri tempi. Non c'è da stupirsi, pertanto, del vivo interesse che la storia e la cultura della Cina antica e moderna destano tra molti studiosi e uomini politici, tanto in Europa quanto negli Stati Uniti.
Nel tracciare un quadro dei rapporti tra l'Europa e l'impero cinese nel secolo scorso, parecchi storici, soprattutto francesi e americani hanno esaminato gli effetti dell'imperialismo occidentale sullo sviluppo economico della Cina, sulla sua struttura politica e sulle sue tradizioni culturali, particolarmente nel periodo tra la guerra dell'oppio e la rivoluzione nazionalista del 1911. Relativa mente pochi sono quegli studiosi che hanno percorso il cammino in senso opposto, esaminando cioè gli effetti della cultura e della storia cinese nel mondo occidentale, ed in particolare fra gli intellettuali europei e americani deH'800.
Per quanto i contatti economici e culturali fra Italia e Cina nell'età del Risorgimento fossero scarsi e di poca importanza in confronto alla presenza attivissima di missionari, commercianti e studiosi inglesi, francesi e americani in tutto l'Estremo Oriente, un esempio assai interessante e degno di nota dell'atteggiamento di intellettuali europei nei confronti del Celeste Impero si trova proprio nell'opera di uno storico e uomo politico italiano, Giuseppe Ferrari. ''
Fra i leaders del Risorgimento, Ferrari non fu certo il solo ad. occuparsi di storia e di cultura cinese. Basti pensare ai due notevoli volumi di Giuseppe La Farina, ispirati dalla guerra dell'oppio e dal desiderio di vedere l'Estremo Oriente aperto per amore o per forza agli scambi commerciali e culturali con i paesi occidentali.2) Inoltre, è ben nota la viva attenzione che Carlo Cattaneo prestò alla Cina, sìa come economista sostenitore dei liberi scambi, sia come studioso di problemi linguistici e culturali. 3> Tuttavia, l'opera del Ferrari si distìngue da altre dello stesso genere per originalità d'impostazione e per ricchezza di spunti.
Dati gli stretti rapporti del Ferrari con gli ambienti culturali di Parigi, è assai probabile che egli conoscesse bene le opere con cui vari studiosi, missionari e avventurieri del Secondo Impero avevano soddisfatto la curiosità del pubblico francese a proposito del misterioso Oriente. Comunque, se anche si servì di resoconti francesi, il Ferrari, con la pubblicazione del suo La Chine et VEu-rope nel 1867, non si proponeva di scrivere semplicemente un libro di attualità e neppure di spiegare quegli aspetti particolari della cultura cinese che sembravano bizzarri e persino barbari al lettore europeo, come avevano fatto appunto vari scrittori del Secondo Impero e, in Italia, Giuseppe La Farina. U compito
') La Chine et FEurope; leur hìstoirc et leurs tradiiions comparées, Parigi, Didier et C.ie, 1867.
V La China considerata nella sua storia.- e ne* più memorevoli avvenimenti detta guerra attualet Firenze, L. Bardi, 1843-1846, 2 voli.
3) Che. C. CATTANEO, La China antica, e moderna, in Scritti filosofici letterari e vari, a cura di FRANCO ALESSIO, Firenze, Sansoni, 1963, pp. 961-990.