Rassegna storica del Risorgimento
FERRARI GIUSEPPE OPERE
anno
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1972
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pagina
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400
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Clara Maria Lovett
Sulle sponde del Nilo come su quelle del fiume Giallo, 11 Ferrari scorge testimonianze di un'epica lotta fra mito e Bcienza, lotta che si risolse nell'antico Egitto a favore di una casta sacerdotale e nell'antica Cina a favore di una gerarchia di letterati e uomini di scienza. Nella secolare consuetudine che affida a scienziati e a letterati, piuttosto che a sacerdoti e a profeti, funzioni importanti nel campo della politica e del benessere sociale, infatti, il Ferrari crede di scoprire il segreto dello sviluppo precoce della civiltà cinese.
L'esistenza di una lingua letteraria comune a tutta la Cina, di leggi uniformi, e di una burocrazia imperiale fondata sul sistema del merito individuale, anziché sui privilegi ereditari, gli sembra offrire dei vantaggi che l'Europa non ha goduto che in parte e per breve tempo, sotto l'egida degli antichi Romani. Infine, nella storia della Cina antica il Ferrari rintraccia una legge agraria talmente radicale che, a suo dire, neppure il più ambizioso riformatore europeo dell'800 avrebbe osato proporla: ... l'idée de faire de l'empereur le pére de ses Bttjets avait conduit à le proclamer le maitre inique du sol contro toutes les pretention8 de la proprieté persomielle... On ne reconnait à personne le droit mon-sirueux d'user e d'abuser de la terre... Et si la Chine prospère... c'esl que la légìsla-tton exclut ce droit d'abus, qui stérilise nos terree et livre la masse au hasard de la charilé privée (pp. 160-167). In fatto di unità culturale, di amministrazione e di legge agraria l'inferiorità del mondo occidentale antico è evidente. Tuttavia, quei vantaggi della Cina antica sono annullati o quasi da altri aspetti che abbassano la civiltà cinese più o meno al livello di quella occidentale: En fondant le plus grand -dea empires, [les Chinois] lui ont immolò toutes les libertés et, à celle condition seulement, ìls ont pu fondre tant de peuples variés, dlvisés, hostiles les nns aux autres... (p. 161).
"Attraverso i secoli, la storia della Cina, che è essenzialmente storia di unità e schiavitù, si è contrapposta alla storia d'Europa, che è essenzialmente storia di federazione e di libertà. Ma con l'avvento dell'età moderna, secondo il Ferrari, questa fondamentale differenza si va attenuando e forse scomparirà del tutto.
La sua analisi comparata della civiltà cinese e di quella europea si conclude con un capitolo dedicato agli avvenimenti a partire dal 1790. Come l'Europa, l'impero cinese ha attraversato un periodo molto burrascoso: complotti e ribellioni hanno terminato una serie di regni lunghi e pacifici. Tuttavia, in Cina come in Europa, si è visto un aumento notevolissimo della popolazione e della produzione. Le due civiltà, pur così diverse l'una dall'altra alle origini, stanno dunque marciando verso il progresso su vie parallele. Le condizioni politiche del Celeste Impero sembrano al Ferrari più che mai analoghe a quelle dei paesi europei: [Le Chinois] a ses guerres de nationalité, ses subnationa-Jités à demi éteintes de la Corée, de la Cochinchine, qui se rèveillent à chaque revolution, ses capitales incendiaires, ses montagnes reservées aux rebelles; et infin tout ce qu'on dit en Europe contre les revolutionnalres, accusés d'ignorance, de vandalisme, de ferocité, se répète en Chine contre les Taiping ou les Triade, ... si bien que le Chinois n'hesitait paa à sollicitèr contre eux le seoours dea barbare d'Oceident> (p. 593).
Fra t contemporanei del Ferrari era molto diffusa grazie soprattutto al* l'opera di propagandisti inglesi e francesi - l'opinione che i contatti sempre più frequenti tra la Cina e tt mondo occidentale avrebbero iniziata la trasformazione della coltura cinese, con un graduale accomodamento delle popolazione e del governo imperiale alla fede cristiana, a principi politici liberali, se non addirittura democratici, e al progresso tecnico. Al contrario, il Ferrari sostiene