Rassegna storica del Risorgimento
FERRARI GIUSEPPE OPERE
anno
<
1972
>
pagina
<
401
>
Europa e Cina in Giuseppe Ferrati 401
che i Cinesi, fatta eccezione per il settore scienti fico-tecnico, abbiano ben poco da imparare dai barbari d'Occidente >. Inoltre, in netto contrasto coi vari fautori dell'imperialismo europeo nell'Estremo Oriente, l'autore di La Chine et l'Europe non attribuisce molta importanza agli interventi anglo-francesi negli affari del Celeste Impero. Nel corso tortuoso della sua storia, la cultura cinese ha resistito a ben altri assalti. Gli sembra invece probabile che il futuro tenga in serbo un comune destino per la civiltà cinese e per quella europea. Entrambe, forse già verso la fine del secolo XIX, dovranno affrontare gli enigmi della Russia e dell'America. L'imperialismo europeo, fondato comunque su presupposti assurdi e su una scarsa familiarità con la tradizione cinese, potrebbe rivelarsi, in fondo, come una breve parentesi nei rapporti tra la Cina e l'Europa:
In quest'opera così ampia e, bisogna dirlo, cosi ambiziosa, non mancano certo errori di opinione e di fatto, paragoni alquanto forzati e osservazioni ingenue. Tuttavia, a distanza di un secolo e più dalla sua pubblicazione, La Chine et. VEurope è un libro che dovrebbe essere ribatto e meditato, forse anche imitato nella sua impostazione generale (ma con maggiore rigore scientifico) dagli storici contemporanei. Alla luce della storia più recente, si direbbe che il Ferrari avesse forse ragione a non attribuire troppa importanza all'imperialismo europeo del suo tempo e a sottolineare invece il significato della presenza russa e americana. Si direbbe che fosse nel giusto anche quando scriveva che gli artefici del futuro ammodernamento della civiltà cinese fenomeno che egli riteneva imminente non avrebbero affatto imitato l'organizzazione politico-sociale dei paesi europei, ma avrebbero probabilmente adattato la superiore tecnologia dell'Occidente alle loro tradizioni storiche e alle loro particolari esigenze. Infine, leggendo La Chine et VEurope c'è da chiedersi se il profeta di cui scrive il Ferrari, capace di farsi intendere dal popolo cinese come da quelli occidentali, sia effettivamente comparso nell'età contemporanea. Senza dubbio, alcuni lettori vorranno concludere che quel profeta, il cui messaggio doveva essere ascoltato assai più nel XX che nel XIX secolo, era proprio un contemporaneo del Ferrari, Carlo Marx.
Baruch College
City University of New York CLARA MARIA LOVETT
26