Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI MILANO 1892-1896; <> 1892-1896; MA
anno <1972>   pagina <404>
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Mariella Rizzo
rivolgendosi agli operai li invita ad scollare senza malintesi, senza diffidenze in nome della giustizia e dalla verità anche la parola dei liberali. I quali non negano resistenza e l'importanza della questione sociale, ma sottolineano che la sna risoluzione non sta a cuore ai soli socialisti: Tutti debbono lavorare afferma A. Sorniani in un articolo di quel numero unico e non si deve credere che il solo socialismo vuole raggiungere questo scopo! Nella lotta impe­gnata tra capitale e lavoro la società intiera ha interesse che i vantaggi mag­giori tocchino al lavoro. Ma questi vantaggi non possono assolutamente essere ricercati all'infuori di quei tre elementi a cui ho accennalo: libertà, previdenza, moralità... Deprimere la strapotenza del denaro è un interesse per tutti : elevare l'idea dell'onesta attività è un mezzo di educazione generale delle coscienze. Noi non vogliamo né l'aristocrazia del sangue, né quella del denaro, né quella del semplice ingegno, che da solo è una cosa sterile, ma vogliamo l'aristocrazia del lavoro . ') Indubbiamente legittime le rivendicazioni dei socialisti quando essi chiedono una politica contro le spese militari e il protezionismo, una mi* gliore organizzazione industriale e una posizione di equilibrio tra capitale e lavoro. Ma queste sono solo giuste e miti aspirazioni, l'ideale a cui mira il socialismo avverte Gaetano Negri - è un altro, è l'abolizione assoluta della proprietà .2)
Il timore è confessato: in sostanza è proprio la possibilità della paventata rivoluzione sociale, di un sovvertimento generale della società a determinare in termini più urgenti, anche nel campo moderato milanese, un ripensamento delle proprie posizioni. D tentativo di Stelano Janni di fondare un partito con­servatore nazionale che potesse garantire un regime bipartitico, falliva con la sua morte nel 1891, benché avesse raccolto molte simpatie soprattutto in Lombardia.
Falliva nota Fonzi anche perché proprio la Lombardia offriva nel* l'ultimo decennio del secolo un quadro che ormai più non corrispondeva a quello sul quale il patrizio cremonese aveva fondato i suoi ragionamenti poli* tici . 3> La regione aveva una economia prevalentemente industriale, non più agraria: per una realtà nuova, occorreva quindi una destra nuova, capace di tenere testa al socialismo, nel tentativo di non lasciarsene travolgere.
In questa atmosfera mutata, in questi timori e speranze va inserito quello che il Croce ha definito, riferendosi all'/dea, un tentativo di teorìa liberale e che tale rimane nella sua scarsa diffusione, ma che pure è sintomo della maniera nuova con la quale i moderati milanesi del Circolo Popolare formu­larono una risposta alla nuova problematica dell'ultimo decennio dell'Ottocento.
Guido Martinelli in una conferenza tenuta a Milano il 12 dicembre 1891, invocava, rifacendosi a un discorso pronunciato da Giulio Prinetti alla Camera, l'organizzazione di un partilo sulla base del liberalismo spenceriano, che sal­vasse i dirini dell'evoluzione e della libertà contro le nuove teorie collet­tiviste. *' A tal fine già nell'estate del '91, Alberto Sorniani insieme al Martinelli e a Costantino Nigra junior avevano pensato alla pubblicazione regolare di una
i) A. SOIIMANI, La vera questiona sociale, in /.'/. L 1 maggio 1891.
2) G, NEGRI, La possibilità, del socialismo, ibidem.
3) F. FONZI, op. di., p. 113.
4) G. MARTINELLI, Trasformismo. Conferenza tenuta a Milano il 12 dicembre 1891 per iniziativa dell'Associazione Monarchica fra gli studenti ittHanesì in La Patria* Livorno, 19*20 dicembre 1891.