Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI MILANO 1892-1896; <> 1892-1896; MA
anno <1972>   pagina <409>
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L'idea Liberale dal 1892 al JB96 409
diramente compare sul giornale una Rassegna d'arte firmata dui critico o pit­tore Vittore Gnildry o da Cundidus, '' e una Rassegna economica.
La varietà delle rassegne e l'adesione di alcuni collaboratori uon mode­rati rispondono alle intensioni dei fondatori, i quali non vogliono fare del* l'Idea una rivista legala a un nome, a una corrente, ma un giornale di studi, aperto a ogni discussione di carattere politico-economico, morale e sociologico per un rinnovamento profondo del liberalismo, I temi e i motivi del numero unico del '91 ritornano nelle dichiarazioni programmatiche della nuova rivista: Il vecchio liberalismo tramonta afferma Domenico Oliva, spiegando il perché della necessità di un liberalismo moderno, scientifico il socialismo sorge ed è nemico: un nemico potente, che ignora forse la propria forza, che abbiamo il dovere di non disprezzare, che potrà, anche momentaneamente trionfare. Sarà trionfo effimero: ma per quanto poco duraturo, terribile: non c'è che un mezzo per evitarlo: riformare le nostre idee, noi stessi per avvici­narci al tipo superiore della società umana, fondato possentemente sulla libertà dell'individuo . 2>
Rinnovamento del partito moderato e lotta al socialismo, questi i motivi in stretto rapporto tra loro su cui si fonda il programma della rivista mila­nese. Ma se tutti i redattori e collaboratori sono d'accordo sul fine, non allo stesso modo e in egual misura si sentono liberali moderni.: e subito non può sfuggire anche al lettore più sprovveduto, la notevole differenza di posizioni di Alberto Sorniani, di Martinelli o di Domenico Oliva dal resto dei liberali moderati che scrivono sull'Idea.3) H linguaggio, a volte spregiudicato, dei libe­rali scientifici non può convincere chi al liberalismo ha sempre pensato in senso classico e cioè come a un movimento legato all'idealismo romantico : lo struggi e for life , il survival of the fittesi , morivi ricorrenti negli articoli del diret­tore del settimanale, se costituiscono indubbiamente l'aspetto più originale del foglio milanese, ne segnano nello stesso tempo i limiti poiché, rimanendo estranei alla cultura e mentalità della maggior parte dei collaboratori, danno
1) Pseudonimo di Guido Martinelli come risulta da una lettera del pittore Gio­vanni Segantini indirizzata al redattore dell'/dea e che inizia Caro Candida . Qualche volta, per gli articoli di natura politica, usava invece lo pseudonimo Leone Guerra. fC. M., Lettera di F. Papa-fava a G. Martinelli del 15 febbraio 1897).
2) D. OLIVA, L'Idea Liberale, in L'I, L., 1 maggio 1895. L'artìcolo è ampiamente citato da ! Fi FóNZi, op. cit., pp. 122*23..
8) H primo a doversi difendere dall'accusa di scrivere su un giornale che cinque volle su dieci> non si trova d'accordo con lui, è Ercole Vidari: Scrivo nell'idea Liberale - - spiega il collaboratore della rivista perché mi piace che un manìpolo di giovani valorosi, pieni di buona volontà e di fede si sia gettato a corpo perduto attraverso alla corruttela intellettuale e morale odierna che oramai ci affoga, per vedere, se non di arrestarla subito (e sarebbe impossibile), di renderla almeno meno pericolosa (...)- Scrìvo perché mi piace che un giornale si opponga alla invadente tirannica statolatrìa, per cui lo Stato è tutto e il cittadino nulla (...). Scrivo, perché ritengo salutare che alcuno s'opponga virilmente alla invasione delle ideo collettiviste del socialismo, e procuri d'evitare airumimitù un esperimento, da cui questa non potrebbe uscirne che mezzo distrutta e profondamente avvilita (...). Poi, Videa- Libe­rale h un campo aperto a tutte le opinioni liberali appunto; non mi campo chiuso alle- intransigenze di nessun partito, o politico, o letterario, o scientifico... , in E. VIOAKI, Perché scrìvo nell'Idea Liberate, VI. Ln 18 giugno 1893.