Rassegna storica del Risorgimento
GIORNALI MILANO 1892-1896; <
> 1892-1896; MA
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1972
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411
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L'ideo Liberale dal 1892 al 1896 411
colte ed elevate. Ma quando vi ho detto il contrario? Se c'è qualcuno al mondo che ha esigenze da questo lato sono appunto io. Io sono incontentabile. Ma ho una linea di condotta pura e semplice: non mi perdo a fare tante considerazioni né a raccogliere quelle degli altri. [...] Non mi avete neppure sentito a farmi delle grandi illusioni sul giornale: vi ho detto spesso che ci tenevo a farlo per molte ragioni e specialmente per una certa possibilità che credo possa avere di migliorarsi in avvenire... ecco tutto. Il giornale non è scritto da me e non vorrei neppure scriverci molto: poco ma bene. Le sue mancanze non vanno attribuite a me mi pare ma se mai a quelli che non scrivono potendo o che scrivendo non sanno scrivere bene... >. ')
Due giorni dopo, sempre in una lettera a Neera, aggiungeva : ... Riguardo all'Idea io non ho delle intenzioni di vincere una grande battaglia. È per un do vere assai semplice quello di fare quanto posso per un giornale che, riuscendo bene, può avere un certo valore per l'espressione delle mie idee. Ma non mi riscaldo, come di regola non mi scaldo per nulla. Se il giornale non andasse, o potrà risorgere in altre condizioni, oppure io posso farne senza colla massima facilità. E un mezzo come un altro. Lo scopo civico è Tunica cosa che mi interessi; ma questo è ben al di sopra della miserabile Idea Liberale.
Non credo che voi abbiate ancora compresi i rapporti un pò* originali che mi legano a questo giornale, pel quale finora ho pochissima simpatia, ma che potrebbe diventare il mio più caro ed intimo amico. E poi io ho sempre la massima calma.
Si fa quello che si può, e basta. Posso io infondere vivacità a scrittori che non l'hanno? Posso io obbligare scrittori grandi a collaborare? No, dunque mi accontento dì meno. Tutti i desideri che voi avete l'ho anch'io: trattazioni elevate, discussioni polemiche in Italia e fuori... ma [...1 Per me è moltissimo fare un articolo alla settimana, e scrivere lettere agli amici per incoraggiarli. Di più non posso fare e non ci penso neppure. Fate così anche voi, se vi interessate a questa cosa che mi interessa: fatela il maggior bene possibile e lasciate agli altri di regolare il suo avvenire: ci troveremo qualche giorno stupiti di aver fallo qualche cosa di buono e magari di grande. Non comprendete un concetto così semplice? Io non ho mai per nulla la minima ansietà: non conto i nemici e neppure gli amici: mi curo poco dei giudizi altrui, se non per controllare i miei. In questo caso i giudizi, che sento (riportati i più, precisamente come 1 vostri) sono superiori a ciò che io credo il giornale possa meritare... >.2)
In conclusione, come si può dedurre dai brani citati. Videa non risponde ancora alle aspettative del suo direttore, ma potrebbe anche diventare grande
1) C. M., Lettera di A. Sorniani n Neera n. 144 del 3 luglio 1892.
2) C. M., Lettera di A. Sorniani a Neera n. 145 del 5 luglio 1892.
Scrivendo a Martinelli, Sorniani sfoga tutta la sua ribellione contro i maggiori collaboratori dell'/dea: e Le mie impertinenze non sono tanto dirette a te che bai tempo di modificarti e di allargarti molte idee, quanto ai nostri capofila Oliva, Casti-gitone, Marietti, Ferrari, Allucini, Gabba ecc. Li inchioderei, qualche volta, tanto mi fanno rabbia con la loro tuffisance di idee che non giungono a un palmo al di là del loro naso. Ma ne ho ben altre àa dir loro.. AC. M., Lettera di A. Sorniani a G. Martinelli Pomelasca, 11 agosto 1892).