Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI MILANO 1892-1896; <> 1892-1896; MA
anno <1972>   pagina <417>
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L'idea Liberale dal 1892 al 1896
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Il problema della distinzione dei partiti, che il Sorniani ripropone in que­sto artìcolo, era stato al centro delle discussioni parlamentari nel maggio e nel giugno del 1892 quando, caduto Di Budini, Giovanni Giolitti aveva formato un ministero di sinistra. L'avvenimento, benché dovuto più a circostanze occa­sionali che non a una premeditata volontà da parte di Giolitti, ) era sufficiente per scatenare le vecchie polemiche sulla Destra e la Sinistra, contro i governi trasformistici. E se ZanardeHi, che lasciava credere di essere stato l'ispiratore della formazione di un ministero di Sinistra pura, insiste, specialmente du­rante la campagna elettorale, sulla distinzione dei due partiti del progresso e della conservazione ,2* allo stesso modo il Colombo o ilPrinetti si battono per la rinascita della destra contro i democratici statolatri della Sinistra.
La possibilità della definizione di due partiti su programmi reali, ra­zionali, logici , trova una vasta eco sulle colonne dell'Idea Liberale ed è uno dei morivi di fondo su cui i redattori del settimanale insistono rispondendo all'accasa di mancata prolesta all' apatia universale , che era stata loro rivolta da Sorniani : II nostro giornale dichiarano è naio proprio nei giorni stessi in cui l'on. Colombo usciva dal primo gabinetto Rudinì-Nicotera pè* i motivi di politica finanziaria che si conoscono. Il primo articolo politico allora scritto da chi interpreta e dice l'opinione nostra collettiva dell'Idea Li­berale, indicava, scrivendo su quest'avvenimento (...) come Videa Liberale in­tendesse (...) la divisione dei partiti, parlamentari in Italia.3) I partiti, conserva­tore-liberale da un lato, democratico-autoritario dall'altro, hanno la ragione pro­fonda della loro divisione assoluta nella differenza essenziale del concetto dello Stalo. Chi subordina l'idea della preponderanza dello Stato all'idea della li­bertà individuale, è liberale ed è conservatore. Logicamente vuole il decentra* mento, logicamente vuole la politica finanziaria subordinata alla forza contri* butiva del paese. Vuole la politica interna d'ordine, di libertà, di tolleranza generale. Vuole quindi una politica estera che faccia dell'Italia una nazione indipendente, ma non isolata dalle altre grandi potenze europee; vuole perciò logicamente un esercito ed un'armata di difesa e non d'offesa... Questo program* ma che è il programma parlamentare nettamente espresso da Colombo,4) da
operassero in conformila della loro opinione. Invece, nota l'economista, in Italia il governo con l'accrescere le sue ingerenze ha posto nella propria dipendenza tutti 1 cittadini. Perciò vedete ora tatti i cittadini dirsi ministeriali, ed approvare il pro­gramma ministeriale prima di conoscerlo, e non vergognarsi di attesta dedizione , in V. PARETO, Governo e cittadini, in L'I. ., 23 ottobre 1892.
') Cfe, G. MANACORDA, Il primo ministero Giolitti (li, in Studi Storici* a. Il, n. 1 (genn.-marzo 1961), PI. 78-79.
2) Ibidem* pp. 82-83.
3) L'articolo a cui si accenna è ! rassegna Politica del 12 giugno 1892, nella quale Antonio Castiglione, augurandosi che la distinzione dei partiti potesse diventare netta, aveva ricordato che e A sinistra debbono sedere quelli che vogliono il governo giacobino per libéralissimo, autoritario per statolatria, accentratore e fiscale per necessità... A destra... quelli invece che vogliono un governo moderatore e decen* tratore, ohe si opponga, a vantaggio dell'indi vicino, contro il prepotere delle masse... .
*) Più volte nei suoi discorsi alla Camera Giuseppe Colombo indicava come unica politica da aegoire in Italia quella del e raccoglimento , la sola adatta allo reali pos­sibilità del Paese. Cfr. Scritti e diaconi di G. Colombo, a cura di GIUSEPPE GALI.V VRESI, Milano, 1934.
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