Rassegna storica del Risorgimento
BERGAMO ; MAZZINI GIUSEPPE ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno
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1920
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pagina
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61
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GABIBALDI E MAZZINI A BB33Ì0 (SI LTTGLIO-4 AGOSTO 1848)
Àgli straordinari e gloriosi avvenimenti -del marzo 1848 (1) erano seguiti, anche in Bergamo, quattro mesi di feste militari, civili ed ecclesiastiche, di sacrifìci per la causa italiana, di ansie e di speranze per la sorte della guerra. Era stato un succedersi di gioie e di trepidazioni, fra Te Dmm e uffici funebri, riviste di truppe e religiose processioni, inni e discorsi, luminarie e banchetti e proclami magniloquenti. A migliaia le bandiere e le poesie, a milioni le offerte per i volontari, per l'esercito piemontese, per i feriti e le famiglie dei morti, per l'erario nazionale, finché alle vittorie-delie armi italiane aPastrengo, a Groito, a Governolo sopravvennero i rovesci: la caduta di Vicenza, la disfatta di Custozà, la capitolazione di Milano, che ricondussero gli Austriaci in possesso della Lombardia,
Garibaldi, partito dall'America all'annunzio della rivoluzione d'Italia, e sbarcato, a Nizza con un manipolo de' suoi militi di Montevideo, era -subito accorso a Eoverbella (quarfcier generale dell'esercito piemontese), preceduto; da fama di audace e fortunato condottiero, per offrire la sua spada a Carlo Alberto in difesa della patria:, Il re, nel cui nome si era, il 3 giugno 1834, condannato Garibaldi a morte ignominiosa quale bandito di primo catalogo , freddamente accolse l'eroe, ohe altro non domandava se non di poter combattere il comune nemico. Né migliore accoglienza poteva ricevere a Torino dal Bicci, ministro della guerra, cui il re l'avea mandato. Anzi, al vincitore di S. Antonio, H il generale piemontese {consigliò; di andare a Venezia... a faro il corsaro.
(1) GIUSEPPE IIÙCAUSLII Mutasi, Avvenimenti di Bergamo del 1848,