Rassegna storica del Risorgimento

GIORNALI MILANO 1892-1896; <> 1892-1896; MA
anno <1972>   pagina <424>
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Mariella Rizzo
Caduto intanto nel novembre del 1893 Gioliti!, gli succedeva Crispi che formava il suo terzo ministero. Commentando il programma del governo in una relazione al Comitato direttivo del Circolo Popolare, Ermanno Albasini Scrosati respingeva la formula crispina economie e tasse . '* E rilevando come, dato lo stato economico e finanziario dell'Italia, non si potessero diminuire le imposte, ribadiva però che il disavanzo non sì poteva sanare con nuove tasse: Qui è un punto afferma Albasini di dissenso fondamentale col programma del Governo attuale: ed è qui dove noi crediamo di interpretare onestamente un pensiero giusto delle masse e dove crediamo che il partito liberale, per la na-tura stessa del suo programma, debba risolutamente affermarsi .2) Gli Italiani avevano dimostrato in altri tempi di saper sopportare gravi sacrifici, ma allora si faceva l'Italia ; ora invece le entrate sono sperperate in armamenti ec­cessivi , ferrovie elettorali, porti, strade, istituti d'istruzione elettorali: im­piegati inutili e dispendiosi , e la nazione non crede più in uno Stato che anziché servirla, la tassa. L'unico rimedio, l'unica via da seguire avverte Alba* sini è non imposte, ma economie .3)
L'opposizione dell'Idea a Crispi, intransigente in materia economica, non sarà però condotta con eguale rigore e coerenza verso la politica interna e estera dello statista siciliano. Infatti, di fronte alla repressione dei fasci sici-
') La relazione era pubblicata sull'/dea nei numeri del 21 e del 28 gennaio 1894. Una nota dì redazione l'annunziava al pubblico con il seguente commento: La situa­zione del paese è grave. Le condizioni del bilancio dello Stato è più grave ancora. Bisogna farvi pronto rimedio. Si minacciano quindi imposte, quando noi crediamo che più non se ne possono portare. H Circolo Popolare di Milano ha avuto occasione di manifestare la propria opinione a questo proposito con una relazione del suo u Consiglio Direttivo ", la quale concorda perfettamente con le nostre idee , in E. ALBASINI SCROSATI, II paese e le imposte, in LI. L., 21 gennaio 1894. La relazione è citata anche da F. FONZI, op. ck., p. 125.
2) Ibidem.
3) E. ALBASINI SCHOSATI, 11 paese e le imposte, U, in L'I. L., 28 gennaio 1894. E i collaboratori dell'idea avevano anche più volte indicato l'uomo adatto per
portare avanti il loro programma di economie: il milanese Giuseppe Colombo. Un parlamentare onesto, integro, anche modesto se per modestia s'intendeva tener conto delle possibilità economiche della propria nazione e rinunciare alla retorica fra-stonante delle (rasi fatte. L'on. Colombo afferma Castiglione sa fortemente è chiaramente cosa vuole: vuole ohe 1 bilancio si pareggi colle economìe. Ha un carattere determinato dello Stato: vuole che esso non domini, non schiacci fino alle ultime energie il paese, ma che lo Stato dal paese sia dominato, e che alle energìe di questo sia proporzionato. Ed io liberale individualista aggiunge Castiglione sono già contento di trovarmi innanzi ad un uomo di Stato che abbia questo prò* gramma, precursore del programma a cui io aspiro, quello dello Stato assolutamente a servizio dell'individuo , in ANTONIO CASTIGLIONE, Il discorso dcll'on. Colombo, in VI. Ln 19 novembre 1893. Per la personalità di Colombo e la sua influenza sui mo­derati del Circolo Popolare cfr. F. FONZI, op. efei, pp. 131-35 dove leggiamo che Dì fronte al politicismo puro del " dittatore " nutrito di un'invecchiata cultura giuridico-letteraria, classicista e statalista, e inclino perciò all'astrazione e alla retorica, ora infatti positivamente valutata, soprattutto a Milano, la fedeltà di Colombo ai caratteri e alla tendenza del liberalismo settentrionale, di Cavour e Jacini, più individualista e realista, e quindi più legato alla concretezza dello trasformazioni economiche e delle nuove condizioni sociali (p. 131).